Tra una settimana lo stabilimento Napoli di Whirlpool fermerà la produzione. L’ultimo tavolo, convocato ieri in videoconferenza al ministero dello Sviluppo economico, non riesce a cambiare il destino annunciato 18 mesi fa dalla multinazionale per i 350 lavoratori napoletani. L’accordo del 2018 e il nuovo pacchetto di aiuti da oltre 100 milioni offerto dal governo non sono bastati a...

Tra una settimana lo stabilimento Napoli di Whirlpool fermerà la produzione. L’ultimo tavolo, convocato ieri in videoconferenza al ministero dello Sviluppo economico, non riesce a cambiare il destino annunciato 18 mesi fa dalla multinazionale per i 350 lavoratori napoletani. L’accordo del 2018 e il nuovo pacchetto di aiuti da oltre 100 milioni offerto dal governo non sono bastati a convincere l’azienda a restare. "Il 31 ottobre la produzione su Napoli cesserà", dichiara subito l’amministratore delegato per l’Italia di Whirlpool, Luigi La Morgia, un’affermazione che è presa dai sindacati come "una dichiarazione di guerra". Tra i motivi della chiusura c’è anche la scarsa domanda delle lavatrici di alta gamma Omnia.

Il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, è costretto a "prendere atto" della situazione, che si impegna a portare al Consiglio dei ministri per valutare le iniziative da mettere in campo. Mentre il ministro del Sud, Giuseppe Provenzano, non nasconde la rabbia parlando di una scelta "estremamente grave e inaccettabile per il Paese, un vulnus che mette in discussione la credibilità stessa dell’intero piano industriale". Invitalia, che a luglio aveva prospettato opportunità nel settore automotive e avio per 272282 lavoratori, non partecipa alla riunione.

I lavoratori aspettano l’esito del confronto fermando gli stabilimenti di tutta Italia con uno sciopero di otto ore, ed è solo l’inizio della mobilitazione. "Siamo pronti a tutto", dichiara il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. E anticipa "azioni eclatanti" anche il segretario generale Fiom-Cgil Napoli, Rosario Rappa che promette: "Sarà il Vietnam per la Whirlpool. Le lavoratrici e i lavoratori riapriranno la produzioni di lavatrici a Napoli".

Oggi i lavoratori scenderanno in piazza Plebiscito e incroceranno di nuovo le braccia il 5 novembre. La richiesta al governo è quella di "costringere" l’azienda a non chiudere, o almeno dare indicazioni chiare su cosa intenda fare.