Record di ordini per Webuild nei primi nove mesi dell’anno, con la ripresa del settore infrastrutture in Italia e nel resto del mondo. E le prospettive potrebbero ulteriormente migliorare, stando anche solo all’Italia, dove ad oggi sta sviluppando circa il 70% dei progetti ferroviari in esecuzione del Pnrr, includendo i nuovi ordini acquisiti del 2021 su tratte...

Record di ordini per Webuild nei primi nove mesi dell’anno, con la ripresa del settore infrastrutture in Italia e nel resto del mondo. E le prospettive potrebbero ulteriormente migliorare, stando anche solo all’Italia, dove ad oggi sta sviluppando circa il 70% dei progetti ferroviari in esecuzione del Pnrr, includendo i nuovi ordini acquisiti del 2021 su tratte ad alta velocità. Il gruppo ha intanto chiuso i primi nove mesi, compresi i progetti per cui è risultato migliore offerente, con un totale di nuovi ordini acquisiti e in corso di finalizzazione per circa 10,5 miliardi di euro, quasi interamente in Paesi a basso rischio, tra cui Italia, Usa, Paesi nordici, Francia, Svizzera e Australia. E si aggiunge il mega-contratto per l’alta velocità in Texas, da 16 miliardi di dollari (13,1 miliardi di euro).

La pipeline delle attività commerciali del gruppo guidato dall’ad Pietro Salini (foto) è quindi sopra i 25 miliardi, contando gare presentate e in attesa di aggiudicazione per 8 miliardi. Guardando al futuro, in Italia il gruppo, integrata Astaldi e acquisita Seli Overseas, ricorda come siano attesi circa 24 miliardi di ulteriori investimenti in grandi opere, secondo il piano nazionale di rilancio delle infrastrutture, di cui oltre 20 miliardi per ferrovie ad alta velocità, segmento in cui Webuild è leader. E 14 miliardi sono relativi al Pnrr, con gare previste nei prossimi due anni. Ulteriori 10 miliardi sono stati stanziati inoltre dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili per completare tratte già incluse nel Pnrr. La guidance del 2021 viene confermata per i ricavi, previsti in crescita tra 6,5 e 7,2 miliardi. "Permangono a livello globale elementi di incertezza – viene evidenziato – per lo più connessi all’incremento dei prezzi delle materie prime e alle forti pressioni nella logistica".