Antonio Patuelli e Vincenzo Visco a Ravenna sulle tracce di Dante
Antonio Patuelli e Vincenzo Visco a Ravenna sulle tracce di Dante
di Lorenzo Tazzari "I rischi di instabilità connessi alla ‘nuova’ finanza restano elevati. Soltanto con la cooperazione internazionale è possibile fronteggiarli adeguatamente". Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, interviene a Ravenna al Festival Dante2021 e, stimolato dal tema del confronto, trova alcuni parallelismi con l’economia del XIII secolo, in espansione ma non immune da profonde crisi, per pronunciarsi su temi quanto mai d’attualità anche per il G20 a presidenza italiana. Ai giorni nostri "la crisi finanziaria del primo decennio di questo...

di Lorenzo Tazzari

"I rischi di instabilità connessi alla ‘nuova’ finanza restano elevati. Soltanto con la cooperazione internazionale è possibile fronteggiarli adeguatamente". Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, interviene a Ravenna al Festival Dante2021 e, stimolato dal tema del confronto, trova alcuni parallelismi con l’economia del XIII secolo, in espansione ma non immune da profonde crisi, per pronunciarsi su temi quanto mai d’attualità anche per il G20 a presidenza italiana.

Ai giorni nostri "la crisi finanziaria del primo decennio di questo secolo, quella dei debiti sovrani nell’area dell’euro del secondo decennio, quella che deriva dalla pandemia di Covid-19 che stiamo ancora affrontando – spiega Visco – hanno una caratteristica comune: la necessità di una risposta sovranazionale. Non possiamo quindi che procedere lungo il sentiero difficile, a volte impervio ma unico, della cooperazione internazionale".

È la nuova finanza a richiedere risposte corali. "Di tali questioni – aggiunge il governatore – si occupa ora in modo intenso il Consiglio di Stabilità Finanziaria che, sotto la guida e il supporto del G20, ha elaborato un articolato programma di lavoro".

"Ma la sfida per ridurre i rischi di instabilità che possono essere generati dalla nuova finanza – incalza Visco –, resta elevata. Tanto più che la necessità di risposte globali riguarda, a volte, le ripercussioni internazionali di istituti e fenomeni caratteristici di specifiche giurisdizioni". Le attività finanziarie detenute dalle società di intermediazione non bancaria hanno quasi raggiunto la metà del totale.

La crescita della finanza di mercato è stata trainata "da fattori sia strutturali (progresso tecnico e digitalizzazione) sia congiunturali (riduzione dei tassi d’interesse e domanda di liquidità)". "Non sono pochi i rischi, tradizionali e nuovi, connessi alla natura stessa dell’innovazione tecnologica".

Ma anche "carenze del quadro regolamentare e del sistema di supervisione sulla finanza di mercato hanno giocato un ruolo, ad esempio, in alcuni recenti episodi di fallimento di intermediari non bancari (da Wirecard ad Archegos, da Greensill a Huarong)", ammonisce infine Visco.

Nell’introdurre l’intervento del governatore Visco, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha rivolto un monito a tutto il mondo dell’economia "perché tutti seguano l’ideale etico del Catone dantesco, per la rigida rettitudine, per l’adempimento dei doveri, per stare lontani anche dalle colpe dell’Inferno dantesco, dall’ignavia, dagli avari e dai prodighi, dagli scialacquatori e dagli usurai, dai barattieri, dagli ipocriti, dai ladri, dai seminatori di discordia, dai traditori della Patria e dei benefattori". "Dante parla di peccati – ha concluso Patuelli – che ai tempi nostri chiamiamo reati. Elenca colpe che vanno evitate, soprattutto da coloro che si occupano di finanza e di economia".