di Achille Perego

Un aumento di circa 12 euro al mese, indennità aggiuntive per baby sitter e badanti, la figura dell’assistente familiare e più ore di formazione. Sono molte le novità contenute nel nuovo Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico che, dopo la firma messa l’8 settembre dalle associazioni di categoria (datori di lavoro e sindacati) è entrato in vigore il 1° ottobre con durata fino al 31 dicembre 2022. Il nuovo contratto, sottolinea Alfredo Savia, presidente nazionale di Nuova Collaborazione e della Fidaldo (associazioni che rappresentano i datori di lavoro domestico) arriva dopo quello del 2013, scaduto nel 2016 ed è stato siglato "in un momento critico e si prefigge lo scopo di sostenere famiglie e lavoratori domestici puntando sulla professionalità e sull’ampliamento delle prestazioni". La parte normativa entrerà in vigore il 1° ottobre mentre gli aumenti salariali per colf, baby sitter e badanti (quasi 849mila censiti dall’Inps e quasi 177mila in fase di regolarizzazione con la sanatoria prevista dal decreto Rilancio mentre un altro milione continua a restare in "nero") andranno a regime dal 1° gennaio 2021. Innanzitutto, spiega Savia, il nuovo contratto introduce la definizione di "assistenti familiari" per colf, badanti e baby sitter che continueranno comunque ad avere il loro specifico inquadramento. Un’altra novità importante "è la possibilità di inquadrare le babysitter nel livello B Super, dal livello superiore C Super, per incentivare le assunzioni e le regolarizzazioni da parte delle famiglie più giovani, anche alla luce delle esigenze emerse durante l’emergenza Covid-19". Altre due innovazioni significative riguardano il riconoscimento economico per i lavoratori domestici che ottengono la certificazione delle proprie competenze professionali a seguito di un percorso di formazione professionale (erogato gratuitamente dal nostro sistema), al fine di incentivarne la professionalità. E l’intesa per una prestazione di natura mista (sanitaria, assistenziale o assicurativa) con una figura professionale al momento allo studio. Gli aumenti previsti dal nuovo contratto sono di due tipi. Uno si applica già da ottobre. Si tratta di un’indennità aggiuntiva di 115,76 euro al mese per le baby sitter nel livello B Super che seguono bambini sotto i 6 anni di età (il costo passa da 900 euro mensili a oltre mille euro). E di un’indennità da 100 euro al mese che spetta alle badanti di livello C Super e D Super che seguono più di una persona non autosufficiente. Chi applica oggi paghe orarie più elevate dei minimi previsti dal contratto, vedrà però le nuove indennità assorbite almeno in parte. Dal 1° gennaio invece si applicheranno per tutti gli aumenti retributivi stabiliti dal rinnovo del contratto nazionale. Per le lavoratrici domestiche conviventi inquadrate al livello B Super l’aumento è di 12 euro al mese. Aumento che viene riparametrato per gli altri livelli. Il nuovo contratto prevede anche il raddoppio dei contributi alla Cassa Colf (da 0,03 euro l’ora a 0,06 euro, per due terzi a carico del datore di lavoro e per un terzo a carico del lavoratore) mentre bisognerà attendere il 2021 per l’aggiornamento dei contributi Inps che si versano trimestralmente. Tutti questi aumenti possono determinare rincari che vanno da 10 a 118 euro mensili. Un altro onere a carico delle famiglie datrici di lavoro domestico, anche se finalizzato a una maggiore qualificazione degli assistenti familiari è legato ai permessi retribuiti per consentire la frequenza di corsi di formazione professionale. Questi permessi sono estesi fino a 64 ore all’anno se il corso di formazione, ricorda Savia, è finanziato o riconosciuto dall’ente bilaterale Ebincolf. La spinta verso una maggiore qualificazione professionale segue l’introduzione del cosiddetto "patentino di qualità" (disciplinato dalla norma tecnica Uni 117662019) che punta a certificare le competenze acquisite tramite corsi di formazione. Chi raggiungerà la certificazione di qualità (ancora in fase di attuazione) avrà diritto a un’ulteriore indennità da 8 a 10 euro in base all’inquadramento. Infine, il nuovo contratto prevede l’estensione della prova a 30 giorni per tutti i lavoratori conviventi e permessi retribuiti anche per visite mediche documentate e pratiche legate al rinnovo del permesso di soggiorno e al ricongiungimento familiare.