di Achille Perego

Un’opportunità per diversificare, in base alle proprie esigenze personali e al profilo di rischio, il proprio portafogli di investimento e per dare anche una mano all’Italia a finanziare le spese dei nuovi provvedimenti varati dal governo per fronteggiare la ripresa dell’epidemia da Covid-19. Dopo la buona risposta ottenuta con il primo collocamento dal 6 al 10 luglio, attraverso il quale il Tesoro ha collocato titoli per 6,13 miliardi, oggi parte la seconda emissione del nuovo Btp Futura.

Un titolo attraverso il quale, secondo le intenzioni del Mef, si sostiene la spesa pubblica aumentata per la pandemia e quindi la ripresa dell’Italia e che, a differenza del Btp Italia rivolto anche agli investitori istituzionali, spiega Pietro Poletto (nella foto), Global Head of Fixed Income Products and Co-Head of Equity, Funds & Fixed Income, Secondary Markets di Borsa Italiana, è rivolto solo al pubblico retail. Quindi gli investitori privati. La seconda emissione del Btp Futura, aggiunge Poletto, rispetto alla prima ha mantenuto lo stesso meccanismo per quanto riguarda il rendimento delle cedole semestrali e il cosiddetto premio-fedeltà, mentre è stata ridotta la durata da 10 a 8 anni, rendendolo quindi ancora più appetibile. Il collocamento, che avviene attraverso la piattaforma elettronica MOT di Borsa Italiana non prevede né commissioni, né riparti e neppure un tetto massimo assicurando così la piena soddisfazione degli ordini.

Il Btp Futura sarà collocato alla pari (100 con un taglio minimo di 1000 euro) e potrà essere sottoscritto dalle ore 9 di questa mattina (9 novembre) fino alle ore 13 (salvo chiusura anticipata non prima di mercoledì) di venerdì 13 novembre.

Una volta chiuso il collocamento, aggiunge Poletto, il Mef fisserà il tasso definito che non potrà essere inferiore a quello annunciato venerdì, alla vigilia del collocamento. Per questo nuovo collocamento del Btp Futura il Tesoro ha previsto un tasso lordo (al quale applicare la ritenuta fiscale agevolata del 12,5%) in rialzo dallo 0,35% per i primi tre anni allo 0,60% dal quarto e sesto anno e quindi all’1% per gli ultimi due anni di vita residua del titolo. In base alle condizioni di mercato il Tesoro si riserva di rivedere al rialzo i rendimenti, esclusi quelli fissati per i primi tre anni.

Chi manterrà il Btp Futura fino alla scadenza inoltre avrà diritto, come nel caso della prima emissione, a un premio fedeltà. Il premio sarà collegato alla ripresa dell’economia con un minimo garantito dell’1% del capitale investito che potrà aumentare fino a un massimo del 3% sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil nominale dell’Italia registrato dall’Istat nel periodo di vita del titolo. Ma come può essere collocato all’interno del proprio portafogli il Btp Futura? "Premesso – sottolinea Poletto – che le scelte d’investimento devono tenere conto sia della proprie esigenze sia del profilo di rischio, in generale in un portafogli equilibrato e ben diversificato dovrebbe sempre essere allocata una quota di reddito fisso. Un titolo quindi come il Btp Futura che non va seguito giorno per giorno ma che garantisce lo stacco della cedola, prefissata, ogni sei mesi".

Ma quale sarà la risposta del mercato? "È difficile fare stime – continua Poletto – La prima emissione aveva registrato una buona adesione del pubblico retail sebbene, essendo questo titolo non sottoscrivibile dagli investitori istituzionali, inferiore a quella tripla dell’ultimo collocamento del Btp Italia. Infine, chi ha sottoscritto a luglio il primo collocamento del Btp Futura, che attualmente quota attorno a 102,5, potrebbe venderlo, incassare la plusvalenza e reinvestire nella nuova emissione".