Lo stop ai licenziamenti tout court non sarà prorogato. Il ministro Stefano Patuanelli ha ribadito l’altra sera che prolungare il blocco, in vigore da marzo e in scadenza il 31 dicembre 2020, è impensabile. "Non credo che rimandare significhi risolvere il problema dei disoccupati", ha ripetuto il ministro dello Sviluppo economico, a margine di un evento di Talent Garden. I sindacati non l’hanno presa bene, e chiedono la proroga del divieto fino alla fine dell’emergenza. Patuanelli ha...

Lo stop ai licenziamenti tout court non sarà prorogato. Il ministro Stefano Patuanelli ha ribadito l’altra sera che prolungare il blocco, in vigore da marzo e in scadenza il 31 dicembre 2020, è impensabile. "Non credo che rimandare significhi risolvere il problema dei disoccupati", ha ripetuto il ministro dello Sviluppo economico, a margine di un evento di Talent Garden.

I sindacati non l’hanno presa bene, e chiedono la proroga del divieto fino alla fine dell’emergenza. Patuanelli ha insistito: "Non c’è una data di scadenza dell’emergenza, purtroppo. La pandemia non è uno yogurt. Stiamo individuando gli strumenti per non far licenziare, ma non per obbligarle a non licenziare".

A questo scopo, il governo prevede di inserire in manovra una nuova tranche di 18 settimane (a partire dal 1° gennaio) di Cig Covid, che potrebbe essere finanziata con quasi 5 miliardi di euro. La cassa, però, non sarà per tutti. Dovrebbe essere riservata ai settori più in difficoltà, come turismo, ristorazione, fiere e moda. Altra misura a sostegno dell’occupazione sarà un ulteriore esonero contributivo al 100% per l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani. In serata, poi, è emersa la possibilità che la proroga al divieto di licenziare venga limitato a chi continua a fare uso della Cig Covid o la decontribuzione alternativa. Di queste e altre misure si discuterà oggi, al rientro del premier Giuseppe Conte dal Consiglio europeo, in un vertice di maggioranza per preparare il consiglio dei ministri di domani.

Immediata la reazione dei sindacati, convinti di andare incontro a una fase di licenziamenti di massa, anche alla luce delle stime di tutti gli esperti, dall’Istat alla Banca d’Italia, che prevedono la perdita di un milione di posti di lavoro in questa crisi. "Al primo gennaio temiamo un ‘licenziamento Day’ che potrebbe lasciare per strada per primi i lavoratori delle grandi crisi industriali in atto, da Whirlpool in poi", sostiene Roberto Benaglia, leader Fim.

"È impensabile che i lavoratori che sono stati considerati, e sono stati, essenziali per tutta la fase Covid in cui hanno garantito la salute del Paese e la sua tenuta ora possano diventare licenziabili, mentre perdura l’emergenza", ha incalzato Francesca Re David, leader della Fiom. Sulla stessa linea la segretaria confederale della Cgil nazionale, Tania Scacchetti, che chiede al governo di "allungare gli ammortizzatori Covid" e "mantenere il blocco dei licenziamenti", "fino a tutto lo stato di emergenza".