Conte e Rutte (Ansa)
Conte e Rutte (Ansa)

Bruxelles, 19 luglio 2020 - Restano distanti le posizioni dei leader dei 27 al Consiglio Ue, dove si cerca un accordo per dare una risposta alla crisi economica scatenata dalla pandemia di CoronavirusDue giorni non sono bastati per giungere a una conclusione risolutiva sul piano di Recovery fund proposto dalla Commissione europea da 750 miliardi di euro con una proporzione tra trasferimenti a fondo perduto (500 miliardi) e prestiti (250 miliardi). I Paesi frugali, guidati dall'Olanda, continuano a dire no alla quota di sussidi previsti e a insistere per una governance con diritto di veto (all'approvazione dei piani dei singoli Stati ed eventualmente sull'erogazione dei fondi) con il risultato che i lavori della plenaria sono slittati per l'intera giornata per dare spazio a una serie di incontri e bilaterali. E se il premier Giuseppe Conte scrive su Twitter che la "stragrande maggioranza dei Paesi" difende "le istituzioni europee e il progetto europeo", la cancelliera tedesca Angela Merkel non che non si raggiunga ,"alcun risultato".

Michel, nuova proposta

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel avrebbe proposto di ridurre i sussidi del Recovery Fund a 400 miliardi di euro rispetto ai 450 miliardi dell'ultima proposta, aumentando al contempo la quota di prestiti a 350 miliardi di euro (rispetto ai precedenti 300 miliardi). Intatta la dimensione complessiva del Recoveru fund: 750 miliardi. "I 27 leader responsabili nei confronti dei popoli d'Europa sono in grado di costruire unità e fiducia nell'Europa? Oppure, attraverso uno strappo, presenteremo il volto di un'Europa debole, minata dalla sfiducia? - avrebbe detto secondo fonti europee Charles Michel nel suo intervento al vertice Ue -. Durante i negoziati, ho ascoltato tutti, mostrato il massimo rispetto. Continuerò a lottare per un accordo, con lo stesso rispetto - ha aggiunto -. Il mio auspicio è che giungiamo a un accordo e che FT e i nostri altri giornali domani titolino che l'Ue è riuscita in una missione impossibile".

Conte attacca Rutte

"Se lasciamo che il mercato unico venga distrutto, tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a risponderne pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea". Così Giuseppe Conte, secondo fonti italiane, si sarebbe rivolto al premier olandese Mark Rutte nel corso della riunione con i leader dei Paesi frugali.

Proposta Frugali: 350 miliardi prestiti e 350 sovvenzioni

Ridurre l'ammontare del Recovery Fund a 700 miliardi da dividere a meta' tra 350 miliardi di prestiti e 350 di sovvenzioni. Questa, secondo alcune fonti, la proposta che i frugali intendono portare al tavolo della trattativa e su cui starebbero insistendo. La proposta di Olanda, Austria, Svezia e Danimarca, vedrebbe d'accordo anche la Finlandia. Secondo i media finlandesi, la premier Sanna Marin ha chiesto di dividere a metà il Recovery suddividendolo a metà tra prestiti e sovvenzioni.

Confronto Italia-Olanda sulla governance

Tra i vari confronti anche quello tra le delegazioni olandese e italiana sulla governance del Recovery fund. A riferirlo fonti diplomatiche europee, precisando che sono coinvolti anche esperti legali della Commissione europea, mentre fonti italiane spiegano che è uno dei tanti scambi di opinioni. Sul tavolo il nodo dei meccanismi e le procedure di approvazione dei piani nazionali di investimenti e riforme finanziati dal Recovery fund.  L'Olanda chiede che l'approvazione dei piani nazionali avvenga con voto unanime degli Stati membri, mentre l'Italia difende le prerogative della Commissione, che in base ai Trattati ha la competenza sull'esecuzione del bilancio Ue. L'approvazione da parte degli Stati membri, in questo quadro, può avvenire solo con voto dei rappresentanti degli Stati a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.

Orban attacca Rutte

Nelle difficili trattative si inserisce poi lo scontro tra Ungheria e Olanda. "Alcuni guidati dall'olandese vorrebbero creare un nuovo meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto. Se l'intesa non si fa è a causa del leader olandese" Mark Rutte, "non a causa mia. È lui che ha iniziato questa faccenda. L'olandese è il vero responsabile per tutto il caos" al vertice Ue, ha attaccato il premier ungherese Viktor Orban in conferenza stampa. "Ho prenotato l'hotel per una settimana a Bruxelles, quindi se c'è da negoziare, noi ci siamo. Non vogliamo tornare a casa senza una soluzione per l'Europa", ha proseguito Orban sottolineando che, nel braccio di ferro tra Olanda e Roma,l'Ungheria sta con l'Italia. "Bisogna dare i soldi ai Paesi che ne hanno bisogno e permettere loro di spenderli appena possibile per stabilizzare le loro economie, invece di ingaggiare lunghe dispute burocratiche - ha aggiunto -. Se li aiutiamo al momento giusto li aiutiamo due volte". Per Orban, poi, il leader olandese odia lui e l'Ungheria. "Ci sta attaccando duramente e ha fatto capire che visto che, a suo avviso, l'Ungheria non rispetta lo Stato di diritto deve essere punita finanziariamente", ha aggiunto.

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I due vertici: il Sud e i 'frugali'

Gli schieramenti contrapposti hanno tenuto anche due vertici separati. Da una parte i Paesi del Sud Europa mediterrranei con l'Italia, Spagna, Portogallo e Grecia da una parte, e per l'altro fronte gli Stati del Nord cosiddetti "frugali": Austria, Olanda, Danimarca e Svezia, a cui da ieri si è aggiunta la Finlandia. 

Michel al lavoro su nuova proposta

Intanto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è al lavoro per trovare una mediazione sulla dotazione di sovvenzioni del Recovery Fund. L'obiettivo è riuscire a mettere nero su bianco, nella nuova proposta, una cifra che non scenda al di sotto dei 400 miliardi di euro. Una delle ipotesi circolate era di 420 miliardi, ma per i Frugali, arrivati al vertice con una posizione di 'sovvenzioni zero', spiegano fonti diplomatiche europee, raggiungere quella soglia non sembra realistico.