di Achille Perego Se nell’anno della pandemia il commercio tradizionale ha sofferto e abbiamo assistito al boom dell’e-commerce, c’è un settore che ha saputo reggere all’urto del Covid: le vendite a domicilio. Con l’applicazione dei protocolli di sicurezza sanitaria, l’innovazione tecnologica con i contatti gestiti anche a distanza (come le dimostrazioni video da remoto) e, avverte Ciro Sinatra, il "sentirsi complementari" allo shopping online. Sinatra è presidente di Univendita, l’associazione aderente a Confcommercio che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio con aziende come Avon Cosmetics,...

di Achille Perego

Se nell’anno della pandemia il commercio tradizionale ha sofferto e abbiamo assistito al boom dell’e-commerce, c’è un settore che ha saputo reggere all’urto del Covid: le vendite a domicilio. Con l’applicazione dei protocolli di sicurezza sanitaria, l’innovazione tecnologica con i contatti gestiti anche a distanza (come le dimostrazioni video da remoto) e, avverte Ciro Sinatra, il "sentirsi complementari" allo shopping online. Sinatra è presidente di Univendita, l’associazione aderente a Confcommercio che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio con aziende come Avon Cosmetics, Bofrost, Stanhome, Tupperware e Vorwerk (Bimby e Folletto).

Dopo la fermata con il primo lockdown di marzo dello scorso anno, già da maggio, la voglia di socialità aveva prodotto una ripartenza delle vendite dirette che, aggiunge Sinatra, continuano a beneficiare di un mix favorevole: qualità dei prodotti, professionalità e affidabilità dei venditori e desiderio del consumatore di ricevere, diversamente dall’e-commerce, la conoscenza diretta (prova compresa) di ciò che sta acquistando. Così il 2020 per le aziende associate a Univendita si è chiuso con un volume d’affari solo in lieve flessione a 1,306 miliardi.

"Ancora una volta – aggiunge Sinatra – la vendita a domicilio si conferma un settore propulsivo e anticiclico rispetto all’andamento economico del Paese e ci sono tutte le premesse per un 2021 che possa confermare il forte recupero delle vendite che si è iniziato a registrare nella seconda metà del 2020. E sento di poter stimare per quest’anno una crescita che si avvicinerà al 10%, anche perché c’è una forte voglia da parte dei consumatori di tornare alla normalità e ai contatti umani".

Ma il settore delle vendite a domicilio rappresenta anche una grande opportunità di impiego. L’anno scorso infatti gli italiani che l’hanno scelta come lavoro sono stati oltre 165mila, in aumento del 3,5% rispetto al 2019, con una componente femminile pari al 93,1%. "In questo momento particolarmente difficile nel quale i giovani e le donne sono i più penalizzati dal punto di vista occupazionale – sottolinea ancora il presidente di Univendita –, il nostro settore ha rappresentato e continua a rappresentare una concreta opportunità professionale, basata sulla meritocrazia e caratterizzata da interessanti piani di carriera: chiunque, senza la necessità di una laurea e anche chi è semplicemente in cerca di nuovi stimoli professionali, può mettersi in gioco dedicandosi a questa attività armandosi di voglia di fare, etica e capacità di leggere i desideri di una clientela molto variegata".

Del resto la professione del venditore a domicilio è una scelta sempre più frequente non solo nell’età compresa tra i 35 e i 54 anni (42,8%), ma anche tra i giovani da 18 a 34 anni (31,8%). Giovani per cui, conclude Sinatra, il Paese dovrebbe fare di più. "Il Pnrr prevede 6 miliardi per le politiche attive del lavoro e il sostegno all’occupazione ma nulla è sostanzialmente destinato all’autoimpiego e all’imprenditoria giovanile". Anche se, per cominciare l’attività di venditore non servono disponibilità economiche.