Valore D è la prima associazione d’imprese che da un decennio s’impegna per l’equilibrio di genere e per una cultura inclusiva in Italia. Sono 216, ad oggi, le imprese associate, per un totale di più di due milioni di dipendenti e un giro d’affari aggregato di oltre 500 miliardi di euro. L’associazione è nata nel 2009 dall’incontro tra dodici manager di altrettante aziende impegnate sul fronte del ruolo delle donne nelle imprese: AstraZeneca, Enel, General Electric, Johnson&Johnson, Ikea, Intesa Sanpaolo, Luxottica, McKinsey, Microsoft, Standard&Poor’s, UniCredit e Vodafone. Da questo primo nucleo si è sviluppata l’attività dell’associazione, crescendo nel tempo con l’obiettivo di fornire alle imprese strumenti efficaci di confronto.

Tra i vari strumenti ideati dall’associazione, uno dei più efficaci è l’Inclusion Impact Index, sviluppato da Valore D con il supporto del Politecnico di Milano per offrire a tutte le aziende, associate e non, la possibilità di mappare le proprie politiche di diversità e inclusione e di misurarne l’efficacia. L’indice misura l’impatto organizzativo in quattro macro-aree: governance, capacità di attrarre, sviluppare e valorizzare nel tempo i talenti al femminile.

Gli indicatori di ogni area si basano sugli standard internazionali di sostenibilità Esg e l’azienda potrà quindi utilizzare i risultati ottenuti per completare le informazioni obbligatorie di carattere non finanziario all’interno del proprio bilancio annuale. Ogni azienda può paragonare il risultato ottenuto con quello dell’insieme dalle altre aziende, con la possibilità di personalizzare i parametri di confronto.

L’Index nasce dal Manifesto di Valore D, un documento programmatico in nove punti, che definisce strumenti concreti in linea con gli indicatori del bilancio integrato, utili alle aziende per valorizzare e includere la diversità di genere al proprio interno. L’obiettivo del Manifesto e dell’Index è il raggiungimento della parità di genere, basandosi sui Global Reporting Initiative Standards, che rappresentano le migliori best practices a livello globale per il reporting di sostenibilità. Oltre 120 aziende hanno sottoscritto il Manifesto e i vertici delle imprese firmatarie s’incontrano regolarmente per fare un punto sui risultati raggiunti e per condividere le prossime sfide da affrontare insieme. Come quella del telelavoro: una ricerca di Catalyst intitolata “Covid-19: Women, Equity and Inclusion in the Future of Work” analizza gli effetti dell’esplosione del lavoro a distanza sulle donne, in particolare concentrandosi sulle possibilità che la società contemporanea ha per ricreare un ambiente equo e reinventare il modo di lavorare con soluzioni finora ritenute impensabili.

Elena Comelli