Valeria Cagnina
Valeria Cagnina

Roma, 5 dicembre 2019 - Ci sono gli spread dei mercati che pesano sull'economia e quelli tra aziende/istituzioni e giovani generazioni, che alzano barriere all'ingresso del mondo del lavoro. Il merito sottovalutato, la burocrazia asfissiante e la richiesta da parte delle aziende di un'esperienza professionale che un ragazzo appena 'sfornato' dalla scuola o dall'università non possiede. La fotografia di un Paese che non sfrutta le sue potenzialità innovative emerge dal rapporto annuale sull’Osservatorio 'Giovani e Innovazione' 2019, realizzato in collaborazione da Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) e MG Research. Il primo a livello nazionale con focus sulle startup, sui numeri dell’ecosistema italiano e delle politiche pubbliche italiane ed europee a sostegno delle nuove generazioni e dell’innovazione tecnologica. 
I contenuti dello studio sono stati anticipati ieri nel corso della presentazione del Premio Angi, in programma il 17 dicembre e dedicato ai giovani talenti dell'innovazione. Il campione sondato, rappresentativo della popolazione maggiorenne, con particolare riferimento alla fascia 18-34 anni, ritiene che la congiuntura economica non presenterà variazioni nei prossimi sei mesi (51%). Ma nella fascia giovanile i pessimisti (25%) sono in numero sensibilmente maggiore rispetto agli ottimisti (15%). 

Il mondo del lavoro è un pianeta ostile. Per 7 giovani su 10 le aziende non selezionano in base al merito, mentre per il 41% il possesso di una laurea costituisce poco o per nulla un canale privilegiato per l'accesso al mondo del lavoro. Ma nel Paese degli 'amici degli amici', trovare lavoro è difficile soprattutto  perché c'è poca comunicazione tra domanda e offerta di lavoro (42%), ma anche poca attitudine all'innovazione e al rischio (35%). Impervia anche la strada imprenditoriale perché, per il 44% dei giovani avviare un'impresa è difficile per la scarsità di risorse disponibili mentre il 75% ritiene difficile per i più giovani l'accesso al credito.

Digitale è la parola chiave per aprire le porte dell'innovazione. Per giovani, soprattutto i nativi digitali, è una condizione naturale del proprio vivere quotidiano. Per le aziende una grande sfida. La presenza sui social network è ritenuta fondamentale per il 29% del campione giovanile, mentre il totale del campione, comprendente anche le fasce senior, si ferma al 16%. Così come la conoscenza degli strumenti digitali è tenuta in gran conto dai giovani (31%) e meno dalla totalità degli intervistati (19%). E poi ci sono le competenze fondamentali per mergere nel mondo del lavoro, a partire dall'ambizione (34%) e dalla disponibilità a spostarsi per lavorare (30%), e poi l'esperienza, considerata un valore primario per l'intero campione (33%). Interessanti anche la definizione di impresa innovativa, che per i giovani deve basarsi su investimenti in strumenti e tecnologie di avanguardia (34%) e su un gruppo dirigenziale giovane (23%).

"Le distanze tra le generazioni – ha sottolineato Roberto Baldassari, direttore del Comitato Scientifico di ANGI e direttore generale MG Research - aumentano per alcuni elementi analizzati dalla ricerca, come ad esempio il rapporto con le aziende, la meritocrazia, la fiducia nelle istituzioni e le prospettive di crescita e sviluppo imprenditoriale". Questo perché, "la classe politica continua a parlare ai padri dei figli, ma si dimentica di parlare direttamente ai figli" mentre le aziende non hanno lo stesso concetto di "esperienza" che si attendono le nuove generazioni: "Più che farla fare - spiega Baldassari - continuano a pretenderla e la laurea in alcuni casi è un handicap perché iper professionalizza".

Meritocrazia, ricerca, capacità di analizzare il presente e disegnare il futuro sono le caratteristiche dei vincitori del Premio ANGI dedicato ai giovani innovatori italiani, che saranno premiati il 17 dicembre alla Camera dei deputati (undici le categorie). Menzione particolare merita la giovanissima Valeria Cagnina, alla quale è andato ieri un riconoscimento speciale: il Premio ANGI Innovation Leader Award in collaborazione con ACEA. Classe 2001, Valeria è un talento straordinario nel campo della robotica, tanto che a soli 17 anni è stata nominata tra le Inspiring Fifty, le 50 donne più influenti in Italia in ambito tech. "Conferire questo premio a Valeria Cagnina è motivo di grande orgoglio - ha dichiarato Massimiliano Garri, responsabile Area Innovation, Technology & Solutions di Gruppo Acea - così come è un orgoglio sostenere il Premio ANGI, portatore di un messaggio che condividiamo in pieno. Promuovere l’innovazione e le iniziative imprenditoriali dei giovani è un obiettivo che quotidianamente Acea si impegna a raggiungere e la storia di Valeria Cagnina da questo punto di vista è di grande ispirazione". 

"Dare forza e stimoli ai giovani talenti è la nostra mission - sottolinea il presidente di ANGI Gabriele Ferrieri -. Tutti i giovani e le aziende che premieremo il 17 dicembre sono la punta di un iceberg, ma sotto al livello dell'acqua ci sono ancora qualità straordinarie da portare alla luce, da supportare, da valorizzare ed è quello che ci impegniamo a fare ogni giorno". Il talento però, da solo, spesso non basta. "Il nostro compito è quello di farli emergere, attraverso sinergie con le istituzioni e collaborazioni con privati, scuole, università e aziende", aggiunge Ferrieri. E, come dice la giovanissima Valeria, "solo sul dizionario successo viene prima di sudore".