Luca Serafini, presidente di Terranostra Toscana
Luca Serafini, presidente di Terranostra Toscana

di Lisa Ciardi

Due italiani su tre (66%) faranno pausa nei borghi durante l’estate 2020, alla scoperta di tradizioni e prodotti meno conosciuti, ma anche per sfuggire al rischio del sovraffollamento nelle spiagge e nelle località turistiche più battute. Un fenomeno favorito dalla diffusione capillare dei piccoli Comuni che offre un patrimonio naturale, culturale e artistico senza eguali.

"Il 56% degli italiani – spiegano da Coldiretti – ritiene che l’agriturismo rappresenti una risorsa importante per il rilancio della vacanza Made in Italy, duramente colpita dal calo di presenze determinato dall’emergenza Cororavirus". A garantire l’ospitalità nei piccoli centri è soprattutto una rete composta da 24mila strutture agrituristiche in Italia che offrono la possibilità di stare all’aria aperta, lontano dalle preoccupazioni. "Di queste – afferma Luca Serafini, presidente di Terranostra Toscana, associazione agrituristica di Coldiretti – ben 4.500 si trovano in Toscana, dove leader dell’ospitalità agrituristica è Siena con 1150 aziende, seguita da Grosseto con 960 e da Firenze con 600. Gli agriturismi toscani contano 31mila camere e 700 piazzole, sono spesso situati in zone isolate e in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e ampi spazi all’aperto. Insomma sono forse i luoghi dove è più facile garantire le misure di sicurezza". Per una sosta e un soggiorno in tutta tranquillità, l’associazione Terranostra ha stilato un vademecum di comportamenti per i servizi di ristorazione e per l’alloggio. Al primo posto c’è la valorizzazione degli ampi spazi all’aperto in modo da garantire al meglio il distanziamento: dal pranzo sul plaid con i piedi sull’erba, all’agri-aperitivo a bordo piscina o tra i filari dei vigneti, alle cene sotto gli ulivi monumentali. Il protocollo prevede anche altre misure precauzionali: dai momenti di didattica all’aperto, alla gestione dei pagamenti con servizi a distanza. Regole di sicurezza vengono poi indicate per l’agricampeggio, per il cibo da asporto e i pasti a domicilio.

"I Borghi più belli d’Italia" in Toscana sono 23 su 300 comuni, con circa 150mila abitanti e 15 suggestivi centri medioevali. "Si tratta di paesaggi fortemente segnati dalle produzioni agricole, dalle dolci colline con vigneti o ulivi secolari ai casali e ai terrazzamenti fioriti – spiega la Coldiretti Toscana –. Un valore aggiunto non solo ambientale ma anche di armonia e bellezza che è motivo di attrazione turistica". La Toscana conta infine 32 prodotti a denominazione di origine (DopIgp) riconosciuti dall’Unione Europea tra formaggi, oli extravergini di oliva, salumi e prodotti a base di carne, vini, panetteria e pasticceria.