di Sara Servadei

C’è una stanza dei giochi, con tanto di piscina con le palline e scivolone, ci sono le attività di animazione da fare tutti insieme. C’è un’area dedicata dove riempire il bicchierone della granita non stop, e un chioschetto dove prendere patatine e hamburger senza limiti. E poi ci sono le attività speciali: il corso per imparare a fare i Tiktok, il laboratorio in cui costruire un robot, le code da sirena con cui nuotare in piscina come vere regine dei fondali. No, non è il paradiso dei bambini (o forse sì): è Fabilia, catena di strutture alberghiere diffuse in tutta Italia e pensate per accogliere solo le famiglie con bambini.

Il gruppo è nato nel 2013 dall’idea di Mattia Bastoni (a sinistra nella foto in basso insieme con il socio e vicepresidente di Fabilia Mattia Casadio), che oggi ha 36 anni e riesce nell’impresa di essere un imprenditore con l’occhio di un bambino – o forse il contrario, a seconda dei punti di vista. La catena attualmente registra un incremento di presenze rispetto al 2019, nonostante il Coronavirus. Il segreto, come spiegano da Fabilia, sta tutto qui: dare ai bambini la vacanza che vogliono, con tanti servizi inclusi nel prezzo, permettendo anche ai genitori un po’ di relax. "Sono nato in albergo, figlio di albergatori romagnoli – racconta Bastoni, presidente e fondatore – e ricordo che come bambino dentro alla struttura davo fastidio: tra i turisti c’erano gli anziani che volevano riposare e i ragazzi che facevano gruppo tra di loro".

Crescendo Bastoni ha lavorato negli hotel della Romagna ricoprendo un po’ tutti i ruoli: dalla ristorazione al bar, fino agli stabilimenti balneari e all’animazione. Poco più che maggiorenne è partito e ha vissuto prima a Miami, poi in Costa Rica e anche a Londra. Al suo ritorno aveva 23 anni ed era deciso a lanciarsi nel mondo del turismo romagnolo: "Avevo accumulato dei risparmi, così ho aperto prima un ristorante e poi uno stabilimento – racconta –. Dopo 3-4 anni ho lasciato le attività, volevo cambiare rotta. Mi sono preso un anno sabbatico, poi ho aperto un hotel. Il primo anno non andava bene, non ero soddisfatto. Tra i clienti però venne il titolare di un’agenzia che stava cercando qualcuno a cui dare in gestione un hotel in Trentino, e che mi ha suggerito l’investimento".

Bastoni ha ripensato alla sua infanzia ed è arrivato il colpo di genio: "Ho studiato il mercato, ho capito che un hotel per famiglie mancava". E così è nato il gruppo ‘Family hotels Italia’, già con l’ambizione di svilupparsi in tutto il Belpaese, e che nel 2018 ha cambiato nome in ‘Fabilia’ per distinguersi da altre strutture nate in questi ultimi anni e rivolte allo stesso mercato. La catena oggi conta 10 strutture, 6 hotel e 4 resort, di cui 8 al mare e 2 in montagna in 6 regioni diverse e tutte in punti strategici: affacciate sulle spiagge o sulle piste da sci. La metà di queste si trovano sulla riviera romagnola. Dal gruppo fanno sapere che oltre il 50% della clientela è composta da ‘clienti ripetitivi’, ovvero famiglie che tornano. Nel 2019 i ricavi consolidati hanno raggiunto i 10,8 milioni di euro con un margine ebitda del 28%, e lo scorso 24 luglio Fabilia ha comunicato di aver presentato a Borsa Italiana la comunicazione di pre-ammissione funzionale all’ammissione alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie su Aim Italia. Non è l’unico orizzonte: "Entro l’anno contiamo di aprire il nostro primo hotel all’estero, in Francia – prosegue Bastoni –. Il segreto è aumentare sempre i servizi per i giovanissimi".