Carlo Messina, 59 anni, è amministratore delegato di Intesa SanPaolo dal 2013
Carlo Messina, 59 anni, è amministratore delegato di Intesa SanPaolo dal 2013
di Achille Perego Intesa Sanpaolo archivia i primi nove mesi con un utile netto di 4,01 miliardi (+28,7% con 983 milioni nel terzo trimestre), oltre le previsioni e miglior risultato dal 2008 che consente alla prima banca italiana di distribuire il 24 novembre un acconto sul dividendo 2021 di 7,21 cent per azione (per un totale di 1,4 miliardi), e centrare, con tre mesi d’anticipo, il target di utile (4 miliardi) fissato per l’intero anno. Il "risultato...

di Achille Perego

Intesa Sanpaolo archivia i primi nove mesi con un utile netto di 4,01 miliardi (+28,7% con 983 milioni nel terzo trimestre), oltre le previsioni e miglior risultato dal 2008 che consente alla prima banca italiana di distribuire il 24 novembre un acconto sul dividendo 2021 di 7,21 cent per azione (per un totale di 1,4 miliardi), e centrare, con tre mesi d’anticipo, il target di utile (4 miliardi) fissato per l’intero anno. Il "risultato eccellente", come lo ha definito il ceo Carlo Messina, proietta Intesa Sanpaolo alla presentazione a febbraio del nuovo piano industriale che avrà come focus l’aumento dei ricavi, la riduzione dei costi, il derisking e la crescita "sostenibile e significativa dell’utile netto" con una previsione minima di 5 miliardi nel 2022.

Se il trend del 2021 poteva far prefigurare al mercato l’anticipo di questo obiettivo, ha spiegato Messina raffreddando un po’ la Borsa (col titolo in calo dello 0,4% ma reduce da una lunga corsa) il quarto trimestre vedrà la banca impegnata per "partire col piano al 2025 senza problemi sul costo del rischio e dei crediti deteriorati". Quindi proseguirà nella riduzione degli Npl, già scesi di 47 miliardi dal picco del 2015, al minimo storico di 18, con gli indici patrimoniali che, cresciuti dal 13 al 15%, la collocano ai vertici europei per solidità e reputazione.

Come quella che gode l’Italia, che ha un’opportunità unica di crescita, forte del risparmio degli italiani e delle sue aziende e del contributo del Pnrr. Per sostenere questa crescita, Intesa Sanpaolo metterà a disposizione complessivamente oltre 400 miliardi mentre nei primi nove mesi del 2021 ha erogato a famiglie e imprese italiane nuovo credito per 42 miliardi. Il nuovo piano prevede la crescita di Intesa senza acquisizioni, puntando sull’innovazione tecnologica e l’aumento dei ricavi a partire dal risparmio gestito. Ricavi che hanno visto nei nove mesi il record delle commissioni nette a 7,01 miliardi (+11,5%) e proventi operativi a 15,77 (+3,4%).

Quindi Intesa non parteciperà al nuovo risiko bancario per cui il governo ha fatto bene a ridurre gli incentivi fiscali (per Ubi "nessuno ci ha regalato niente") mentre l’integrazione tra Unicredit e Mps (che non rappresenta un rischio per un sistema bancario solido) poteva per Messina essere una "buona soluzione".