Utilizzare le opzioni per ridurre il rischio finanziario significa innanzitutto conoscerle. Specialmente al tempo dei mercati agitati dall’emergenza Covid-19. E non bisogna pensare che le opzioni siano strumenti adatti o pensati per gli speculatori. Anzi, sono l’esatto opposto, basta ricordare la loro storia.

Le opzioni, infatti, ricorda Sartorelli, sono nate proprio come strumento di copertura dei rischi sulle commodity. In particolare per assicurare il valore dei raccolti degli agricoltori americani dal rischio che un’alluvione, la siccità o un uragano, mandasse in fumo il lavoro di mesi. E dai campi sono passate a Wall Street. Con la stessa funzione, cioè quella di copertura.

In questo caso non dai rischi della meteorologia ma da quelli finanziari in mercati volatili dove – vedi i cali repentini provocati dall’effetto Coronavirus – nessuno può conoscere in anticipo i trend negativi. Esercitare un’opzione (call o put) significa dare luogo al contratto. Chiaramente perché ci sia un contratto devono esserci due controparti. Il compratore di opzioni acquisisce un diritto a comprare o vendere il bene sottostante e quindi può scegliere cosa è meglio fare. Il venditore di opzioni, invece, ha l’obbligo di acquistare (se ha venduto Put) o di vendere (se ha venduto Call) il sottostante al prezzo fissato se il compratore decide di esercitare l’opzione. Lo strike price o strike, altro vocabolo che il trader neofita deve conoscere, è il prezzo base o base oppure prezzo di esercizio. Per chi acquista l’opzione quindi è il prezzo al quale il sottostante, alla scadenza dell’opzione, verrà comprato (Call), oppure verrà venduto (Put).

Con il termine sottostante, invece, si indica la variabile finanziaria alla quale si riferisce il contratto di opzione (azioni, indici, materie prime come oro o petrolio, ect). Infine il premio è il prezzo dell’opzione che chi acquista paga per avere il diritto di comprare (Call) o vendere (Put) il sottostante entro la data di scadenza (o alla data di scadenza) a un certo strike price. E in questi giorni turbolenti, con l’aumento dei rischi da proteggere, anche i premi costano purtroppo di più.

Achille Perego