di Achille Perego Nell’anno della pandemia, Unipol incassa i doppi effetti del Covid: da un lato, il rallentamento commerciale nel settore Vita e nel Danni, ma, dall’altro, i minori costi dei sinistri per la compagnia leader in Italia nella Rc Auto, con la fermata del lockdown e lo smart working. Il risultato è che nei primi 9 mesi il gruppo bolognese, a cui fa capo UnipolSai, ha registrato un utile netto di 759 milioni, in calo del 18,5% rispetto ai 931 dello stesso periodo del 2019, ma in crescita del 31,5% sui 577...

di Achille Perego

Nell’anno della pandemia, Unipol incassa i doppi effetti del Covid: da un lato, il rallentamento commerciale nel settore Vita e nel Danni, ma, dall’altro, i minori costi dei sinistri per la compagnia leader in Italia nella Rc Auto, con la fermata del lockdown e lo smart working. Il risultato è che nei primi 9 mesi il gruppo bolognese, a cui fa capo UnipolSai, ha registrato un utile netto di 759 milioni, in calo del 18,5% rispetto ai 931 dello stesso periodo del 2019, ma in crescita del 31,5% sui 577 del risultato normalizzato, ripulito cioè dai 421 milioni della contabilizzazione a patrimonio netto della quota in Bper e da 67 milioni di oneri straordinari per incentivazione all’esodo.

La raccolta diretta, ha spiegato la società prima dell’apertura dei mercati – dove il titolo, dopo una fiammata iniziale, ha chiuso con un +0,28% - è scesa del 13,7% a 8,6 miliardi, con un calo del 3,6% nel Danni (5,52 miliardi con una ripresa nel terzo trimestre) e del 27,2% nel Vita. Un calo rispetto all’elevato livello produttivo del 2019, su cui ha inciso, oltre al rallentamento dell’attività legata all’emergenza sanitaria, anche l’adozione di politiche commerciali finalizzate a contenere i rischi.

A sostenere i risultati reddituali del gruppo guidato da Carlo Cimbri è stato il settore Danni, con un utile ante imposte cresciuto del 41% a 985 milioni grazie alla diminuzione dei sinistri. In crescita anche la solidità patrimoniale con l’indice solvency ratio consolidato salito al 193% dal 188% di giugno. Per la controllata UnipolSai, di cui Unipol detiene l’85%, il periodo si è chiuso invece con un utile netto consolidato di 701 milioni (+37,7%). Nonostante la seconda ondata di contagi (un tempo anomalo e di incertezza complessiva per cui, ha spiegato Cimbri "gestiremo le nostre cose con grande prudenza e cautela") sia Unipol sia UnipolSai confermano "un andamento reddituale" nel 2020 in linea con gli obiettivi del piano al 2021.

Cimbri, alla luce "delle risorse, del posizionamento di mercato e della solidità del business", ha anche confermato la distribuzione dei dividendi (28 cent ad azione sul 2019) quando l’Ivass scongelerà la sospensione chiesta per la pandemia. "È nostra ferma intenzione – ha sottolineato l’ad – in presenza dei risultati che abbiamo consuntivato nel 2019 e di quelli che stiamo consuntivando quest’anno, rispettare quanto previsto nel piano industriale come massa di dividendi. Quello che facciamo è lavorare per accumulare utili e solidità patrimoniale per essere pronti a distribuire dividendi non appena i regolatori riterranno che ci siano le condizioni di sicurezza per poterlo fare".