Unieco Ambiente, anche quest’anno, conferma la sua presenza a Ecomondo, la Fiera internazionale della sostenibilità. Unieco Ambiente arriva all’appuntamento con uno stand rinnovato e a minimo impatto e un convegno per presentare i dati del report di sostenibilità del gruppo. Rifiuti industriali e partenariato con gli operatori pubblici sono i due pilastri su cui poggia Unieco Ambiente. Grazie ad accordi tra i soci, è stata rimodulata, nel 2018, l’organizzazione interna, strutturandola non più su base territoriale, perché il mercato ormai è quello nazionale, ma di business. Oggi Uha può contare, nel solo perimetro consolidato e quindi controllato, su 258 dipendenti costantemente aggiornati, che rappresentano il valore aggiunto della holding. Un’articolazione che poggia su 22 società partecipate e 35 impianti, presenti in cinque regioni d’Italia. Unieco Ambiente è una holding che ha puntato sulla generazione di valore e sulla ricchezza per l’azionista nel medio periodo, ma che si sta togliendo anche qualche soddisfazione nel breve.

Grazie a questo lavoro, Uha è in grado di presentarsi al mercato e al percorso per la vendita avviato nel 2018 da Unieco Soc. Coop in Lca, come un unico gruppo completo e integrato. Da qui la scelta di approcciare per la prima volta la costruzione del report di sostenibilità. Tratti distintivi, società operanti, attività svolte e da svolgere, benefici ambientali, economici e sociali: sono questi gli argomenti presenti nel report redatto, per la prima volta, da Greening Marketing Italia, per dare conto di quanto fatto nel tempo. «Abbiamo sentito l’esigenza di essere trasparenti nei confronti di chi è al nostro fianco da sempre: in primis le risorse umane, poi i clienti, le istituzioni e gli stakeholder, e prossimamente i candidati acquirenti, nonché la necessità di poter misurare l’impatto del nostro lavoro» sottolinea l’ad Stefano Carnevali (nella foto). I numeri della holding emiliana saranno presentati a Ecomondo nel convegno ‘La sostenibilità per competere nel terzo millennio’, che si terrà domani alle 14, al quale parteciperanno Stefano Carnevali, ad di Unieco Ambiente, Roberto Della Seta, di Greening Marketing Italia, Francesco Ferrante, Presidente del Kyoto Club Italia e Antonio Cianciullo, giornalista.

«Le società controllate o partecipate da Unieco Ambiente – ha precisato Roberto Della Seta di Gmi – si caratterizzano per l’impegno impresso al costante miglioramento degli standard ambientali di operatività, che investono non soltanto i sistemi di trattamento dei rifiuti, ma che comprendono la razionalizzazione dell’utilizzo dell’intera gamma di risorse che intervengono nei sistemi di lavorazione dei rifiuti». L’esperienza di Unieco Ambiente dimostra che la via della gestione integrata del ciclo dei rifiuti, secondo i criteri dell’economia circolare e nei confini della legalità, è possibile e consente buoni livelli di redditività economica. Uha è, infatti, un gruppo finanziariamente solido che conta un livello di indebitamento largamente al di sotto dei competitor quotati e con prospettive future importanti. Oggi Unieco Ambiente vanta un profilo di leadership tra i gruppi ambientali privati, sia per fatturato che per risultati, e sono proprio i numeri della holding a dirlo.

Un trend in crescita con un + 18% del valore della produzione che passa dai 71 milioni di euro del 2016 agli 84 del 2018, fino ai 117 previsti nel 2019. Ancora migliore il trend di crescita dell’Ebitda che passa dai 10 milioni del 2016 ai 20 milioni del 2018 e ai 27 tendenziali del 2019, con un aumento del 40%. Anche gli investimenti registrano un valore molto elevato, pari a quasi il 10% del valore aggregato della produzione nel triennio, contro un valore medio degli investimenti – stimato per la ’top 100’ delle multiutilities italiane – che supera di poco il 5% del valore della produzione.