Andrea Orcel, 58 anni, è l’amministratore delegato di Unicredit
Andrea Orcel, 58 anni, è l’amministratore delegato di Unicredit
di Pino Di Blasio L’ad di Unicredit, Andrea Orcel, pianta i paletti che delimiteranno lo slalom che dovrebbe portarlo all’acquisizione del Monte dei Paschi. "Tutti i crediti deteriorati della banca senese saranno lasciati indietro. Così come i rischi legali. Solo dopo una due diligence valuteremo se procedere". La conference call che ha fatto seguito alla nota di Unicredit che ha ufficializzato la trattativa in esclusiva tra il gruppo di piazza Gae Aulenti e il...

di Pino Di Blasio

L’ad di Unicredit, Andrea Orcel, pianta i paletti che delimiteranno lo slalom che dovrebbe portarlo all’acquisizione del Monte dei Paschi. "Tutti i crediti deteriorati della banca senese saranno lasciati indietro. Così come i rischi legali. Solo dopo una due diligence valuteremo se procedere". La conference call che ha fatto seguito alla nota di Unicredit che ha ufficializzato la trattativa in esclusiva tra il gruppo di piazza Gae Aulenti e il ministero dell’Economia e Finanze, è servita per delimitare il perimetro delle richieste di Orcel. Ma la novità clamorosa nel risiko della finanza italiana era attesa dal pomeriggio.

Nel cda di Unicredit sono stati approvati i presupposti per una potenziale acquisizione di Banca Mps. La banca tratterà con il ministero dell’Economia in via esclusiva, avrà mesi a disposizione per verificare i conti, gli asset e le criticità del Monte dei Paschi. Ed è per questo che Unicredit concorderà con Rocca Salimbeni l’accesso alla data room, dove finora è entrato solo il fondo Apollo. Particolare da segnalare, l’ex ministro e deputato di Siena, Pier Carlo Padoan, oggi presidente di Unicredit e principale regista della ’statalizzazione’ del Monte, si è astenuto sulla delibera.

"Una potenziale operazione con Monte dei Paschi – è scritto nella nota sulla trattativa ed è stato ribadito da Orcel – permetterebbe al gruppo Unicredit di accelerare i piani di crescita organica e agevolare il raggiungimento di ritorni sostenibili superiori al costo del capitale. Mps potrebbe contribuire con circa 3,9 milioni di clienti, 80 miliardi di euro di crediti alla clientela, 87 miliardi di depositi della clientela, 62 miliardi di masse in gestione e 42 miliardi di masse in amministrazione. L’operazione permetterebbe al gruppo di rafforzare il posizionamento competitivo in Italia e in particolare nel Centro-Nord, dove si trova il 77% degli sportelli di Mps, contribuendo a una crescita della quota di mercato in Toscana di 17 punti percentuali, in Lombardia e in Emilia-Romagna di 4 punti e in Veneto di 8".

Riguardo ai prossimi passi l’ad di Unicredit è cauto: "È presto per dire se il Governo sarà azionista di Unicredit, dipenderà da quale sarà la struttura dell’operazione. Abbiamo un obiettivo in mente, puntiamo a concludere la trattativa il più presto possibile. A settembre si saprà il perimetro che possiamo acquisire".