Andrea Orcel, 58 anni, è il ceo di Unicredit dall’aprile del 2021
Andrea Orcel, 58 anni, è il ceo di Unicredit dall’aprile del 2021
di Achille Perego "La finestra che si era aperta per un accordo con Mps ora per noi è chiusa". A mettere la pietra tombale sull’intervento di Unicredit – che nei giorni scorsi aveva già interrotto le trattative con il Tesoro – è stato ieri Andrea Orcel. Chiudendo la call con gli analisti per la presentazione dei risultati ben oltre le previsioni del terzo trimestre (1,05 miliardi di utile netto, +55,6%), il ceo di Unicredit ha archiviato definitivamente la...

di Achille Perego

"La finestra che si era aperta per un accordo con Mps ora per noi è chiusa". A mettere la pietra tombale sull’intervento di Unicredit – che nei giorni scorsi aveva già interrotto le trattative con il Tesoro – è stato ieri Andrea Orcel. Chiudendo la call con gli analisti per la presentazione dei risultati ben oltre le previsioni del terzo trimestre (1,05 miliardi di utile netto, +55,6%), il ceo di Unicredit ha archiviato definitivamente la pratica sottolineando come il suo gruppo sia focalizzato su una strategia stand-alone (da soli) e quindi con il focus sulla crescita organica e sul piano industriale che sarà presentato il prossimo 9 dicembre.

Unicredit, ha sottolineato Orcel, non è la stessa banca di sei mesi fa, ma si è "soltanto all’inizio del percorso" di trasformazione: dopo "la fase di ristrutturazione" ora "muove verso la crescita". Crescita per cui le acquisizioni non sono escluse ma neppure una priorità. Possibili solo se a giuste condizioni, accrescitive del valore degli azionisti e in Italia della rete – centrale nello scacchiere del gruppo e per cui partirà la riorganizzazione dal 13 dicembre – ma per le quali Orcel non vede l’agevolazione fiscale come una spinta. Condizioni che non si sono verificate per Mps. "Le discussioni sono state lunghe e dettagliate ma nonostante gli sforzi da entrambe le parti – ha spiegato – non è stato possibile raggiungere un accordo che soddisfacesse tutti i parametri stabiliti nel memorandum d’intesa". Quindi Mps non fa più parte del futuro di Unicredit. Prospettiva, avverte il leader della Fabi, Lando Maria Sileoni che "ci preoccupa perché al momento non ci sono alternative, l’unica sarebbe il fondo Apollo, che è un fondo speculativo e che non avrebbe un atteggiamento morbido verso dipendenti". Per Mps si spera ora nella proroga dei termini che il governo ha chiesto alla Ue, come confermato ieri sera dal ministro Franco, che ha aggiunto: "Non siamo disposti a cedere Mps a qualsiasi prezzo".

Intanto, Unicredit macina utili: 3,1 miliardi in nove mesi che hanno fatto aumentare a oltre 3,7 quelli attesi per il 2021 con ricavi per 17,5 miliardi. Una forte crescita delle performance commerciali confermata dai 4,4 miliardi di ricavi del terzo trimestre con 1,7 miliardi di commissioni (+12,5%) e 2,3 (+3,1%) di margine di interesse.