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21 dic 2020

Una high school americana made in Italy Verona apre la strada del doppio diploma

Il percorso avviato dall’ente di formazione Academica

21 dic 2020
giuseppe catapano
Economia

di Giuseppe Catapano

Una High school made in Italy. Perché nel nostro Paese è possibile ottenere il diploma statunitense: la possibilità è offerta dal Programma doppio diploma Italia-Usa, percorso che consente agli studenti delle scuole superiori di conseguire il titolo di studio americano completando la maturità. Verona è il quartier generale del programma che conta circa 1.600 studenti attivi e 1.100 già diplomati.

A dirigerlo è Richard Collins (nella foto in basso), docente universitario che alla fine degli anni Novanta ha deciso di lasciare gli Stati Uniti – è nativo della California – per occuparsi di formazione in Italia. "Un Paese al quale sono molto legato – dice – visto che mia madre è italiana e io sono bilingue. Ma il Programma doppio diploma qui è nato molti anni dopo, nel 2013, in seguito al mio incontro a Miami con l’avvocato Antonio Roca". Ovvero il direttore di Academica, ente formativo che riunisce oltre 210 scuole in tutti gli Stati Uniti e al quale fanno capo percorsi di doppio diploma in altre 11 nazioni, a partire dalla Spagna. "All’epoca – ricorda Collins – ci chiedemmo perché non portare questa opportunità agli studenti italiani, visto che i piani di studio delle scuole superiori incontrano i requisiti delle High school statunitensi".

L’intenzione è diventata azione in poco tempo, se si considera la partenza nell’anno accademico 2013-2014 con 80 ragazzi iscritti. Il diploma di High school è rilasciato da Academica, che ha sede a Miami, e gli studenti sono iscritti a Mater Academy High School. Proprio Academica immatricola gli studenti italiani e convalida – attraverso la traduzione di materie e valutazioni di fine anno rilasciate dal sistema scolastico italiano nell’ambito della scuola secondaria di secondo grado – il 75% dei 24 crediti formativi necessari per l’ottenimento del titolo di studio statunitense. Il 25% dei crediti mancanti consiste in 6 crediti annuali, da svolgere in un arco temporale fra i due e i quattro anni.

"L’opportunità – spiega il professor Collins – è rivolta per lo più a ragazzi dalla terza media alla terza superiore che possono conseguire il titolo americano continuando il loro percorso di studi in Italia. Il nostro dura dai due ai quattro anni". E si distingue per la presenza di docenti statunitensi che seguono gli studenti in tutti i corsi e le attività, disponibili in collegamento con incontri di gruppo e individuali, per la realizzazione di vere e proprie classi virtuali internazionali – i partecipanti italiani sono impegnati in sessioni live insieme a quelli di altri Paesi – e per una piattaforma didattica interattiva con programmi predefiniti e materiale didattico online.

Tra i corsi obbligatori ci sono quelli di inglese, storia americana ed economia americana. Proprio la conoscenza dell’inglese è fondamentale: per l’ammissione al Programma doppio diploma è necessario iscriversi all’esame di ammissione e superarlo con un livello che sia almeno corrispondente al B1 essenziale. "I ragazzi – osserva Collins – seguono lezioni dal vivo, c’è un rapporto con i docenti, non c’è solo la fase di autoapprendimento. E la conoscenza dell’inglese da parte degli studenti italiani è cresciuta molto negli ultimi anni". Il livello al conseguimento del diploma sale al C1, "ma il nostro non è soltanto un percorso linguistico. L’obiettivo finale è quello di far acquisire i più alti livelli di competenza, anche informatica e gestionale".

Il 90% di chi consegue il diploma di High school in Italia resta in Italia per continuare a studiare, il 10% lo fa all’estero (Regno Unito o Usa). "Diamo anche la possibilità di passare tre settimane a Miami per far vivere ai ragazzi la vita della High school statunitense. Il prossimo anno amplieremo l’offerta e tra i progetti c’è quello di aprire entro la fine del 2021 un campus universitario proprio a Miami, in modo da poter garantire un percorso completo". L’Italia è l’unico Paese in cui, a settembre, si è svolta la Graduation ceremony (la consegna dei diplomi) in presenza con circa 200 ragazzi. "Nel giro di due anni – ammette Collins – se ne diplomeranno circa 500. Si è discusso con il sindaco di portare la cerimonia in Arena: per noi sarebbe un grande riconoscimento".

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