Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico
Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico

L’operazione Super eco e sisma bonus con detrazione del 110 per cento è partita fin dalla metà di agosto con la definizione del pacchetto di decreti e circolari di attuazione previste dal decreto Rilancio. Il primo appuntamento per trasformare lo sconto fiscale in credito di imposta e cederlo a banche e imprese è fissato alla metà del mese di ottobre con l’avvio della piattaforma dedicata dell’Agenzia delle Entrate. Ma fin da ora è in cantiere il progetto per prorogare fino al 2024 l’intero meccanismo di agevolazione considerato il più potente volano sia per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano sia per rimettere in moto la macchina delle imprese di costruzioni nel nostro Paese.

Al momento la scadenza del sistema di incentivazione è stabilita al 31 dicembre 2021: il problema di fondo è che tra provvedimenti attuativi e rodaggio delle procedure, formazione dei tecnici e delle stesse imprese, i 14 mesi che separano dall’esaurimento dei maxi-bonus sono ritenuti da tutti gli addetti ai lavori un lasso di tempo strettissimo. Si pensi solo alla convocazione delle assemblee dei condomini e alle deliberazioni dei progetti e dei lavori. Per non parlare di tutto l’iter amministrativo e fiscale che precede e accompagna l’intero processo parallelamente alla realizzazione delle opere.

Da qui il piano del Ministero dello Sviluppo economico, condiviso anche da quello dell’Economia, per mettere in cantiere da subito la proroga dell’intervento. A finanziare, in termini di copertura, l’ampliamento temporale del meccanismo dovrebbe essere, nelle intenzioni del governo, il Recovery Fund europeo con circa 30 miliardi di euro. Il progetto, del resto, è scritto nero su bianco nelle proposte inviate dal ministro Stefano Patuanelli a Palazzo Chigi. Si tratta – si legge nella scheda specifica – di "estendere la misura superecobonus e supersismabonus, recentemente varata e vigente sino al 31 dicembre 2021 per il periodo 2022-2024, con riserva di ulteriore proroga. Il periodo più ampio darebbe più stabilità e maggiore efficacia anche alla misura già vigente e incoraggerebbe nuovi investimenti da parte degli operatori di mercato".

Nette le motivazioni indicate: "Oltre ai vantaggi in termini di riduzione dei consumi energetici e dei costi della fornitura, la misura è uno dei pilastri della politica del governo per la crescita sostenibile, in quanto in grado di generare ricadute molto positive sulla filiera produttiva ed industriale europea e nazionale, sul settore dell’edilizia, sul tessuto artigianale e delle Piccole e medie imprese, sulle categorie professionali e sull’occupazione del settore".

Sarebbe, per di più, agevole anche la via della proroga: "Non occorre un nuovo strumento attuativo, dato che le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica sono uno strumento consolidato nell’ordinamento nazionale. Quindi, la misura verrebbe attuata con immediatezza, adeguando la norma primaria relativa al superecobonus e al supersismabonus". A spingere nella direzione accennata, per di più, è anche il ministero dell’Economia. Non più tardi di qualche settimana fa il vice-ministro Antonio Misiani ha confermato la volontà del governo di non far fermare il treno in corsa all’improvviso alla fine dell’anno prossimo, ma di volerlo far correre anche nei due-tre anni successivi.

Raffaele Marmo