Bollette sempre più care
Bollette sempre più care
ROMA - Mario Draghi e Daniele Franco hanno passato i giorni scorsi a mettere a punto una complessa operazione finanziaria che, da un lato, anticipa al 2021 spese previste per il 2022 (per vaccini e opere infrastrutturali di Reti ferroviarie italiane) e, dall’altro, "libera" risorse per aumentare fino a 3,8 miliardi il fondo contro il caro-bollette da impiegare dal prossimo primo gennaio. Il risultato concreto, senza, però, toccare l’accordo di maggioranza sul taglio dell’Irpef, è l’alleggerimento del costo dell’energia fino a 200-250 euro per le famiglie più disagiate, mentre l’effetto "politico" è quello di disinnescare ulteriormente le armi in mano a Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri a sostegno dello sciopero generale. Ma quella che tutti definiscono la mossa di Draghi per neutralizzare la mobilitazione di Cgil e Uil non nasce nelle ultime ore. Dopo avere più volte confermato in pubblico la disponibilità a intervenire, il premier ha dato il via libera a un’operazione di "ingegneria finanziaria"...

ROMA - Mario Draghi e Daniele Franco hanno passato i giorni scorsi a mettere a punto una complessa operazione finanziaria che, da un lato, anticipa al 2021 spese previste per il 2022 (per vaccini e opere infrastrutturali di Reti ferroviarie italiane) e, dall’altro, "libera" risorse per aumentare fino a 3,8 miliardi il fondo contro il caro-bollette da impiegare dal prossimo primo gennaio. Il risultato concreto, senza, però, toccare l’accordo di maggioranza sul taglio dell’Irpef, è l’alleggerimento del costo dell’energia fino a 200-250 euro per le famiglie più disagiate, mentre l’effetto "politico" è quello di disinnescare ulteriormente le armi in mano a Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri a sostegno dello sciopero generale.

Ma quella che tutti definiscono la mossa di Draghi per neutralizzare la mobilitazione di Cgil e Uil non nasce nelle ultime ore. Dopo avere più volte confermato in pubblico la disponibilità a intervenire, il premier ha dato il via libera a un’operazione di "ingegneria finanziaria" articolata, preparata insieme con il ministro dell’Economia, che si basa su un decreto legge, varato ieri dal Consiglio dei ministri, che utilizza fondi non spesi per dare subito 1,4 miliardi a Rfi per gli investimenti sulla rete e 1,85 miliardi alla struttura del commissario Figliuolo per l’acquisto di vaccini e medicinali anti-Covid (oltre a 49 milioni per gli straordinari delle forze dell’ordine impegnate sul fronte dell’emergenza). Nel 2022, dunque, sarà possibile avere risorse "liberate" a disposizione che serviranno per le bollette ma anche per confermare la decontribuzione per i redditi medio bassi per 1,5 miliardi.

A fissare i termini dell’intervento sarà l’emendamento fiscale alla manovra atteso per la prossima settimana. Un pacchetto che recepirà, senza correzioni, l’accordo sul taglio delle tasse, indigesto Cgil e Uil, che a partire dal fisco hanno proclamato lo sciopero generale. Rispetto al caro-bollette, invece, arriva un ulteriore miliardo in più che porta la dote complessiva a 3,8 miliardi. È verosimile ipotizzare che la maggiore quota delle risorse sarà assorbita per rifinanziare il cosiddetto "bonus sociale bollette", lo "sconto" previsto per le famiglie economicamente svantaggiate. Attualmente la platea dei beneficiari è composta da circa 2,9 milioni di nuclei familiari. Per ottenere il bonus, infatti, occorre avere un reddito Isee non superiore a 8.265 euro che sale fino a 20mila euro per un famiglia con 4 figli a carico. In alternativa, è sufficiente essere titolare di una pensione o di un reddito di cittadinanza. In concreto lo sconto si attesta a 125 euro all’anno per una famiglia di 2 persone, a 148 con uno o due figli e fino a 173 euro per nuclei con più di 4 componenti. Con la nuova dote a disposizione dell’esecutivo si potrebbe ampliare la platea dei beneficiari ritoccando al rialzo le fasce Isee e favorendo così i redditi più bassi (fino a 10mila euro).

Sul primo trimestre 2022, però, sta per abbattersi anche il ritorno dei cosiddetti "oneri di sistema". A ottobre l’esecutivo stanziò circa 2 miliardi proprio per azzerare questa voce e alleviare i maxi-aumenti di luce e gas. Per una famiglia-tipo il risparmio sarebbe di circa 10 euro al mese, 28 euro nel trimestre, da distribuire più o meno equamente fra luce e gas.

Bollette: i fondi arrivano a 3,8 miliardi

Per il 2022 arrivano 3,8 miliardi per calmierare gli aumenti delle bollette energetiche, circa 1 miliardo in più di quanto previsto finora. In manovra ci sono 2 miliardi, a cui si aggiungono 500 milioni dal tesoretto fiscale e altri 300 secondo l’intesa già siglata in Cdm.

Ristori Covid: le cartelle non incidono

I contributi a fondo perduto per le attività danneggiate dal Covid verranno erogati anche a chi sia inadempiente per una o più cartelle esattoriali. Lo prevede una norma di interpretazione autentica.

Covid: 1,85 miliardi per vaccini e farmaci

Il decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri vale oltre 3 miliardi. Di questi, 1,85 miliardi vengono stanziati sul fronte della pandemia. Vanno a finanziare, infatti, l’acquisto di vaccini e farmaci anti-Covid

Forze dell'ordine

Una spesa di quasi 50 milioni di euro viene disposta per gli straordinari delle forze dell’ordine impegnate nell’emergenza Covid, tra controlli e impegno sul campo.

Risorse in più per la rete ferroviaria

Una spesa di 1,4 miliardi di euro per la Rete ferroviaria. Nella relazione tecnica che accompagna il decreto si legge che l’incremento delle risorse a disposizione di Rfi sarà finalizzato anche per alleggerire l’esposizione con il sistema bancario.

Maltempo: nuovi interventi in Veneto

Deliberato l’ulteriore stanziamento di 3.406.000 euro per la realizzazione degli interventi dovuti al maltempo che si è verificato dal 4 al 9 dicembre 2020 in alcune province del Veneto.

Navigazioni: professioni riconosciute

Il Cdm ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva Ue per il riconoscimento delle qualifiche professionali nel settore della navigazione interna. Il testo finale tiene conto dei pareri espressi dalle Commissioni parlamentari.