Pensioni anticipate più strette, più morbide per i medici

La manovra prevede esclusioni per le pensioni di vecchiaia, ma penalizzazioni per quelle anticipate. Per i medici e gli infermieri, riduzione del taglio per ogni mese in più di permanenza al lavoro. Finestre d'uscita posticipate per chi matura i requisiti dal 2025. Possibilità di rimanere al lavoro fino ai 70 anni. Equilibrio dei conti garantito.

Stretta solo su pensioni anticipate, più soft per i medici

Stretta solo su pensioni anticipate, più soft per i medici

Le pensioni di vecchiaia saranno escluse dalla stretta prevista nella Manovra per medici, dipendenti di enti locali, maestri e ufficiali giudiziari, ma quelle anticipate saranno invece penalizzate. Lo stabilisce un emendamento del Governo alla Manovra, depositato in Commissione Bilancio al Senato, in cui si precisa che non rientreranno nelle nuove disposizioni tutte le pensioni di coloro che maturano i requisiti entro il 2023. Per quanto riguarda le uscite anticipate, l'uscita sarà più soft per i medici e gli infermieri: si prevede infatti una riduzione di un trentaseiesimo del taglio per ogni mese in più di permanenza al lavoro. Inoltre, per tutte le pensioni anticipate è prevista una revisione delle finestre d'uscita, con un posticipo della decorrenza di un mese se si maturano i requisiti nel 2025, di 2 mesi se si maturano nel 2026, di 4 mesi per chi li matura nel 2027 e di 6 mesi a partire dal 2028. Inoltre, i dirigenti medici e gli infermieri potranno, se lo desiderano, rimanere al lavoro fino ai 70 anni. La relazione tecnica allegata all'emendamento del Governo afferma che le novità della Manovra garantiscono "un sostanziale e complessivo equilibrio" dei conti, confermando gli andamenti a legislazione vigente in merito al grado di sostenibilità delle finanze pubbliche e del debito pubblico e dei relativi indicatori.
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