Martedì 23 Luglio 2024

La Cina immette 200 miliardi di liquidità nella Banca centrale

La Cina ha effettuato una maxi-iniezione di liquidità nel sistema bancario offrendo 1.450 miliardi di yuan. La Banca centrale cinese ha varato operazioni di reverse repos per compensare un saldo in scadenza. Interventi per mantenere una ragionevole abbondanza di liquidità nel sistema del credito.

Banca centrale della Cina immette 200 miliardi di liquidità

Banca centrale della Cina immette 200 miliardi di liquidità

La Cina ha effettuato oggi una maxi-iniezione di liquidità nel sistema bancario offrendo 1.450 miliardi di yuan (200 miliardi di dollari) attraverso la sua linea di prestito a medio termine (Mlf), 600 miliardi (quasi 83 miliardi di dollari) in più rispetto agli 850 miliardi in scadenza a novembre, pari alla maggiore quantità netta promossa in un solo mese da dicembre 2016. La Banca centrale cinese (Pboc), in una nota postata sul suo sito web, ha detto che la mossa è stata strutturata "per mantenere una ragionevole abbondanza di liquidità nel sistema del credito e per coprire l'impatto di fattori a breve termine, compreso il picco dei pagamenti di tasse e titoli di stato". L'operazione è stata effettuata al tasso di interesse del 2,5%, invariato rispetto a ottobre. Inoltre, la Pboc ha varato operazioni di reverse repos a 7 giorni da 495 miliardi di yuan al tasso d'interesse dell'1,8% per compensare un saldo in scadenza di 474 miliardi, per un'iniezione netta di 21 miliardi (2,9 miliardi di dollari). La Cina si trova in una fase critica della ripresa economica: i prestiti Mlf, quindi, potrebbero continuare a essere rinnovati con un impulso significativo a dicembre, quando è probabile, secondo gli analisti, che la Pboc proceda al nuovo taglio di 25 punti base del coefficiente di riserva obbligatoria entro la fine dell'anno a fronte delle difficoltà incontrate dal settore. Se attuato, sarebbe il terzo intervento dopo quelli effettuati a marzo e a settembre sempre dello 0,25%, portando la riserva obbligatoria media per gli istituti finanziari a circa il 7,4%.