Domenica 21 Luglio 2024

Colombani (First), sottoassicurazione Italia da sconfiggere

Fra misure miglioramento condizioni ed educazione assicurativa

Colombani (First), sottoassicurazione Italia da sconfiggere

Colombani (First), sottoassicurazione Italia da sconfiggere

"Nonostante l'incremento dei premi danni nel 2023, ed i quasi 12 miliardi raccolti al 31 marzo 2024, record per il primo trimestre, l'Italia ha un rapporto tra premi danni e Pil dell'1,8%, che ci relega solo al 24^ posto Ocse". Lo dichiara il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani al termine dell'assemblea annuale Ania che ha celebrato gli ottant'anni dalla fondazione. "L'obbligatorietà delle polizze catastrofali per le imprese, introdotta con la legge di bilancio, deve segnare - prosegue - l'inizio del percorso culturale inerente il trasferimento dei rischi, per la protezione del patrimonio del nostro sistema produttivo. L'obbligatorietà, accompagnata dalla compartecipazione dello Stato, è la premessa - continua Colombani - del nuovo imprescindibile paradigma, ma è altresì necessario un impegno delle imprese di assicurazione a migliorare le condizioni di offerta per rendere possibile la copertura dei rischi, anche in considerazione della possibile estensione dell'obbligatorietà agli immobili delle famiglie". "Infatti, solo il 6% degli immobili delle famiglie e il 5% dei beni immobili delle imprese sono assicurati contro rischi di terremoti e alluvioni - sottolinea Colombani- e sta emergendo la necessità di protezione, ma manca la domanda di assicurazione, che oggettivamente può essere stimolata solo da prezzi accessibili delle polizze. Non è però sufficiente. Considerata la centralità dell'attività di assicurazione per lo sviluppo del Paese e per la coesione sociale, è necessario stimolare la domanda di protezione attraverso piani di educazione assicurativa da rivolgere a famiglie e imprese. Ed ancora, serve visione per valorizzare lavoratrici e lavoratori attraverso programmi di formazione e aggiornamento continui, sistematici, retribuzioni adeguate e forme di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, al fine di attuare modelli di consulenza fondati sulla qualità del servizio che, in considerazione delle ampie differenze dei rischi nei territori - conclude Colombani - dovranno essere sempre più personalizzati"