25 feb 2022

Le Borse asiatiche rimbalzano. Scende il gas, vola il petrolio, sale il rublo. Perché?

I mercati avrebbero considerato meno pesanti per l'economia globale le sanzioni sinora prese contro la Russia

epa08299668 A bank staff member look at share prices display board at a trading gallery in Kuala Lumpur, Malaysia, 17 March 2020. Malaysian government announced a two week lockdown nationwide to prevent the spread of coronavirus and COVID-19.  EPA/AHMAD YUSNI
Le Borse mondiali tentano il rimbalzo (Ansa)

Le Borse asiatiche rimbalzano all'indomani del forte calo legato all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Gli investitori valutano meno pesanti delle attese le sanzioni imposte alla Russia. In terreno positivo si muovono Tokyo (+1,86%), Shanghai (+0,83%), Shenzhen (+1,44%), Seul (+1,19%) e Mumbai (+2,8%). In controtendenza Hong Kong (-0,26%). I mercati asiatici sono sostenuti dall'andamento positivo dei titoli tecnologici.

Oro in lieve flessione

L'oro scende dopo il balzo di oltre 3 punti percentuali di ieri seguito alla notizia dell'invasione dell'Ucraina. I futures sul metallo giallo cedono lo 0,51% a 1.916 dollari l'oncia dopo aver toccato ieri un massimo di 1.973 dollari, il livello più alto da settembre 2020.

Vola il petrolio

La crisi Ucraina continua invece a spingere le quotazioni del petrolio che mostrano una nuova tendenza al rialzo seppure meno forte delle fiammate della vigilia. Il greggio Wti di riferimento guadagna l' 1,92% e torna a salire verso i 95 dollari al barile a 94,54 dollari. Anche il Brent risale e passa di mano a 101,15 dollari al barile (+2,09%). Ieri il petrolio del Mare del Nord aveva raggiunto il prezzo di 105,79 dollari al barile record da agosto 2014; il Wti del Texas aveva raggiunto i 100 dollari. 

Chiusura di Tokyo

La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, riuscendo cosi' nel rimbalzo dalle perdite delle sessioni precedenti e dopo i guadagni di Wall Street nonostante l'invasione russa dell'Ucraina. L'indice di riferimento Nikkei 225 e' salito dell'1,95% a 26.476,50 in chiusura, mentre il piu' ampio indice Topix ha guadagnato l'1% a 1.865,66 punti.

Scende il prezzo del gas

Si sgonfiano i prezzi del gas dopo la fiammata di ieri, con l'avvio della guerra in Ucraina, che ha portato il contratto marzo del Ttf a chiudere a 134 euro al megawattora. La stessa scadenza scivola del 14,3% a 115 euro al riavvio delle negoziazioni, mentre il future aprile scivola in medesima misura a 114 (-14%). Per quanto riguarda i metalli piu' sensibili alla crisi ucraina, frena il prezzo dell'alluminio che al London Metal Exchange perde lo 0,7% a 3374 dollari per tonnellata, sale di quasi l'1% il Nickel a 24,55 dollari per tonnellata. sale ancora il palladio a 2465 dollari l'oncia.

La Banca di Russia

"La Banca di Russia e il governo della Federazione Russa forniranno tutto il supporto necessario alle banche che sono cadute sotto le sanzioni degli stati occidentali".  Lo annuncia la stessa banca centrale russa in una nota spiegando che gli istituti colpiti sono: VTB PJSC, Sovcombank PJSC, Novikombank JSC, Otkritie Financial Corporation PJSC Bank; PJSC Promsvyazbank e JSC CB Russia oltre a PJSC Sberbank. 

"Tutte le banche hanno predisposto in anticipo una serie di misure per garantire il loro funzionamento senza interruzioni nonostante le sanzioni e riteniamo che tali piani siano adeguati alla situazione" rileva la Banca di Russia.  "Verranno eseguite tutte le operazioni bancarie in rubli e i relativi servizi verranno forniti a tutti i clienti nel modo consueto" prosegue la banca centrale "Anche tutti i fondi dei clienti in valuta estera vengono mantenuti e possono essere prelevati nella valuta del conto".  La Banca di Russia si dice poi "pronta a sostenere le banche con riserve in rubli ed in valuta estera". Banche che comunque "mantengono un elevato margine di solidità". In ogni caso la banca centrale "è pronta ad adottare ulteriori misure per garantire la stabilità e la continuità delle operazioni delle banche e tutelare gli interessi dei loro creditori e depositanti".

Meglio il rublo

Il rublo russo si e' rafforzato, risalendo dai minimi storici toccati nella sessione precedente quando il presidente Vladimir Putin ha ordinato alle forze russe di invadere l'Ucraina. La valuta russa avanza dello 0,7% contro il dollaro a 84,72, dopo aver toccato ieri il minimo storico di 89,60. Nei confronti dell'euro, la divisa russa ha guadagnato lo 0,5% per essere scambiato a 94,78, dopo aver toccato ieri un minimo storico di 101,03. L'indebolimento del rublo dopo l'invasione dell'Ucraina dovrebbe intaccare gli standard di vita in Russia e spingere al rialzo un'inflazione gia' alta (vicina al 9%).

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