Il cda di Ubi Banca (nella foto il ceo Massiah) boccia l’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo anche dopo che Cà de Sass l’ha ritoccata al rialzo con una componente in contanti di 0,57 euro ad azione e da ops è diventata un’opas.

"Il consiglio di amministrazione di Ubi Banca ritiene che, nonostante il riconoscimento della componente in denaro, l’offerta non riconosca appieno il valore complessivo di Ubi Banca", si legge nel comunicato del cda.

Secondo gli amministratori, che ieri si sono riuniti per ore, "gli elementi di novità emersi dall’analisi del comunicato di Aumento del Corrispettivo e del Supplemento al Prospetto, e rappresentati esclusivamente dal rilascio dell’autorizzazione Antitrust e dalla previsione della componente in denaro, non sono tali da far superare tutte le considerazioni conclusive espresse dal cda di Ubi".

Intanto l’adesione all’opas tra i soci di Ubi ieri è salita al 26,406% del capitale, con un incremento di oltre il 9%. Il giorno prima era ferma al 17,162%. Ieri hanno aderito 105.755.111 azioni. Il totale è di 302.088.604 azioni ordinarie. Si tratta del dato più alto dall’avvio dell’opas. Gli azionisti di Ubi hanno ancora tre giorni di Borsa aperta, fino al 28 luglio, per aderire alla proposta di Intesa, che punta a raccogliere almeno il 50% più un’azione di Ubi.