Il finale dell’Ops di Intesa su Ubi riaccende il risiko bancario. Al centro dei riflettori finisce ancora Mps, che apre la settimana di slancio (+15%) a Piazza Affari. La principale candidata resta il Banco Bpm (+5,5%) che però già di recente ha smentito colloqui con Siena. Bpm avrebbe poi un dialogo aperto con Unicredit che però di acquisizioni poco ne vuole sapere, a sentire le dichiarazioni del ceo, Jean Pierre Mustier molto concentrato sul processo di digitalizzazione. Rumors non confermati dunque e a cui i diretti interessati replicano con un no comment. Per il gruppo veronese-milanese, chiamato a presentare un nuovo piano l’ad Giuseppe Castagna (nella foto) ha ribadito che non ci sono fusioni in vista. Concetto rafforzato anche dal presidente, Massimo Tononi che parlando proprio del Monte (di cui è stato peraltro ai vertici) ha sottolineato "l’infondatezza" delle voci di contatti.

Siena, da cui il Mef vuole uscire l’anno prossimo, sarà sicuramente al centro di un inevitabile consolidamento del settore. Un giudizio espresso anche dagli analisti con Intermonte che considera Banco Bpm, Bper Creval e la stessa Mps tra le banche per cui il coinvolgimento nel risiko bancario è "più probabile".