di Claudia Marin "Usciremo da questa fase difficilissima solo con senso di responsabilità e se tutti quanti avremo la capacità di agire insieme nel perseguire obiettivi comuni". Il presidente della Cna, Daniele Vaccarino, rivolge un appello alle forze sociali datoriali e sindacali ma anche a tutti i cittadini per superare l’emergenza e "offrire una prospettiva ai nostri giovani". Un appello che accompagna con un avviso netto: "Nessuno pensi che il suo futuro sia disgiunto da quello del Paese". Proponete anche voi un patto per l’Italia? "No e non mi appassionano i titoli e tantomeno gli slogan ma la sostanza. La possibilità di una ‘grande coesione, una grande solidarietà’ purtroppo non esiste. Drammaticamente i partiti sono sempre in campagna elettorale. Sono sbalordito che, di fronte alla più grande crisi economica dell’era moderna, le forze economiche, le associazioni rappresentative del mondo datoriale e sindacale non trovino un accordo su alcuni punti e lo presentino al governo e all’opposizione. Voglio ricordare le parole del nostro presidente della Repubblica Mattarella quando è esplosa la pandemia. Da questa emergenza si esce con unità d’intenti,...

di Claudia Marin

"Usciremo da questa fase difficilissima solo con senso di responsabilità e se tutti quanti avremo la capacità di agire insieme nel perseguire obiettivi comuni". Il presidente della Cna, Daniele Vaccarino, rivolge un appello alle forze sociali datoriali e sindacali ma anche a tutti i cittadini per superare l’emergenza e "offrire una prospettiva ai nostri giovani". Un appello che accompagna con un avviso netto: "Nessuno pensi che il suo futuro sia disgiunto da quello del Paese".

Proponete anche voi un patto per l’Italia?

"No e non mi appassionano i titoli e tantomeno gli slogan ma la sostanza. La possibilità di una ‘grande coesione, una grande solidarietà’ purtroppo non esiste. Drammaticamente i partiti sono sempre in campagna elettorale. Sono sbalordito che, di fronte alla più grande crisi economica dell’era moderna, le forze economiche, le associazioni rappresentative del mondo datoriale e sindacale non trovino un accordo su alcuni punti e lo presentino al governo e all’opposizione. Voglio ricordare le parole del nostro presidente della Repubblica Mattarella quando è esplosa la pandemia. Da questa emergenza si esce con unità d’intenti, coinvolgimento, condivisione e concordia. Il virus ha mostrato le nostre fragilità e vulnerabilità ma sta imprimendo una straordinaria accelerazione ai processi di trasformazione, rendendo più impellenti le scelte per favorire la transizione a un nuovo modello di sviluppo".

Sta chiedendo al governo maggiore coinvolgimento dei corpi intermedi nelle scelte politiche?

"E’ fin troppo scontato affermare che la crescita economica la fanno le imprese, dagli artigiani alla grande industria, dal commercio al turismo, dall’agricoltura alla cooperazione. Quando c’è coinvolgimento nel rispetto dei ruoli i risultati sono evidenti. Penso ai protocolli per la sicurezza nei luoghi di lavoro, frutto della condivisione tra governo e forze sociali. Funzionano e le imprese li rispettano in modo rigoroso. In particolare nelle micro imprese l’adozione dei protocolli è stata esemplare. Ritengo che sia un’esperienza da valorizzare, rafforzare".

Domani è in programma l’assemblea annuale della Cna. Qual è la vostra ricetta per l’Italia?

"Intanto l’appuntamento di domani rappresenta un bellissimo esempio di partecipazione. Sarà un’assemblea ‘all digital’ nel rispetto delle disposizioni di sicurezza. Oltre 10mila persone collegate attraverso lo streaming sono la testimonianza del bisogno di comunità e di identità. Ma è anche l’occasione per offrire la visione della nostra grande associazione. La pandemia ha esaltato la tradizionale capacità degli italiani di reagire alle difficoltà, ma ha evidenziato i nostri ritardi, le debolezze strutturali, ha amplificato i divari territoriali che non sono soltanto quelli Nord-Sud. La pietra angolare della politica deve essere la capacità di coniugare misure di sostegno mirate e interventi forti per mettere in moto la crescita economica. Non dobbiamo restare ancorati a una gestione emergenziale rinviando scelte fondamentali per rafforzare il potenziale di crescita della nostra economia. E sarà l’occasione per indicare alcuni punti da proporre alle altre forze economiche".

Il Recovery Fund sarà cruciale. Il premier ha detto: "Se falliamo andiamo a casa".

"Sull’utilizzo delle ingenti risorse europee il termine fallimento non è contemplato. Il governo ha adottato una logica rigorosa nella costruzione del piano da presentare a Bruxelles. Gli investimenti devono rimuovere le cause che rallentano e ostacolano lo sviluppo economico e la progressione della qualità della vita. Solo così si potrà ricreare quel clima di fiducia e riavviare il circolo virtuoso alimentato da risorse private, creatività e voglia di fare. Ma più importante della individuazione dei progetti sarà la loro esecuzione, che in Italia da molti anni rappresenta la fase più critica e problematica. Sarà un banco di prova decisivo per il Paese".

Quali sono le priorità?

"Le infrastrutture e il complesso dei servizi pubblici, con particolare attenzione a sanità e istruzione. La scuola e l’università sono decisivi per il futuro. E poi la valorizzazione del patrimonio naturale e artistico, con effetti preziosi sulla cultura, il turismo e il tempo libero. Un contributo fondamentale arriverà dall’efficientamento energetico, con le nuove misure di stimolo come il Superbonus 110%. E’ uno strumento potente per riattivare l’intera filiera delle costruzioni e per favorire il cammino del Paese verso gli obiettivi della transizione green. Confidiamo che la misura venga potenziata e prolungata oltre il 2021. Questi interventi richiedono un ambiente positivo per gli investimenti e vanno accompagnati da riforme per rendere più efficienti la pubblica amministrazione, la giustizia. E’ la strada obbligata per creare posti di lavoro".

Artigiani e piccole imprese, però, sono i più colpiti dalla crisi.

"Per questo sono vitali scelte politiche specifiche per l’universo delle micro e piccole imprese. Gli investimenti da realizzare devono essere connessi al sistema produttivo con particolare attenzione alle reali dimensioni delle imprese italiane. Interventi a taglia unica non sono efficaci".

Quali sono le principali criticità per il mondo che rappresentate?

"Le piccole imprese devono essere sostenute in modo più incisivo nell’innovazione e nella formazione perché la conoscenza è sempre più importante nell’economia. Ma occorrono canali alternativi al sistema bancario per assicurare liquidità. Penso a strumenti come i fondi rotativi assegnati in gestione ai Confidi. Serve una strategia per l’accesso dei piccoli alle catene globali del valore, un piano strategico per il rilancio dell’artigianato, in particolare quello artistico e tradizionale, e misure per garantire il passaggio generazionale e la continuità delle imprese anche sperimentando novità fiscali come l’iper-avviamento".