Shanghai (Cina), 1 settembre 2018 - Nell'ultimo giorno della sua visita in Cina, il ministro dell'Economia Giovanni Tria cerca di tranquillizzare l'Europa: "Abbiamo impegni europei e vanno rispettati - garantisce -  ma essenzialmente dipendono dai rapporti con i mercati finanziari, che non è una dichiarazione astratta".

E ancora: "Il deficit significa chiedere prestiti e chiedere prestiti è anche una cosa legittima, ma bisogna trovare chi il prestito è disposto a darlo e a quali", precisa il ministro.
L'essenza del problema è, spiega Tria, che "se lei vuole comprare una casa e chiede un prestito e chi dà un prestito si fida che possa ripagare le rate del mutuo. Ma se si chiede un prestito per andare ai ristoranti, è più complicato poi pagare le rate del mutuo". L'Italia non l'ha mai fatto questo: "A volte, i mercati internazionali sono distratti, a volte leggono, invece di fare analisi attente, guardano un pò i titoli sui giornali e pensano che in Italia ci sia la finanza allegra".

Quindi, sottolinea Tria, "io apprezzo le parole gentili di Moscovici che tramite la mia persona sono state estese al governo in un dialogo continuo con la commissione Ue, ma voglio ricordare che il bilancio che verrà messo a punto, gli equilibri di bilancio, non dipendono dal sì o dal no della commissione Ue".

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Secondo Tria, poi, le dichiarazioni del governo "già delineano i confini del bilancio a cui si sta lavorando e significa che in un'ora di incontri su queste tappe del percorso, abbiamo trovato l'accordo. Non basta un'ora sul piano tecnico, ma quando si discute tra ministri non ci si mette a discutere degli aspetti tecnici".
Un modo per rispondere a Giancarlo Giorgetti, secondo cui le differenze sarebbero state risolte in un'ora di colloqui. Tria ha ricordato che ci sono state "varie volte queste dichiarazioni congiunte del governo. Molti giornali hanno avuto la bontà di non credere a queste dichiarazioni e fare finta che non fossero state fatte e fa parte delle regole del gioco, tranne qualche volta. Non è una critica generale, in cui bisogna considerare che nella democrazia c'è la legittima battaglia politica, ma ci sono interessi nazionali e a volte ci sono titoli su alcuni giornali che rappresentano una perturbazione dei mercati che vengono pagate da tutti gli italiani".

Quanto agli incontri di governo, "dietro c'è un grande lavoro dei tecnici del ministero dell'Economia e anche degli altri ministeri per mettere a punto i dettagli sulle varie ipotesi di disegno particolare delle azioni e delle politiche, le cui linee generali sono però già state definite", ha aggiunto Tria. In altro termini, ci sono dichiarazioni che vanno contro il pensiero ufficiale e altre del governo congiunte. "Le ultime erano dichiarazioni del presidente del Consiglio circa una riunione fatta con me e con i due vice presidenti". 
Tria ha aggiunto di "non negare che ci possano essere preoccupazioni, ovviamente: non sto dicendo che tutto sia facile e che non si possano essere preoccupazioni da varie parti o anche delle critiche perché ci sono giudizi diversi sul governo e anche sulle politiche che vorranno portare avanti perché la discussione è sempre sui confini del bilancio, ma nelle politiche si guarda anche al contenuto delle politiche seppure nei limiti di bilancio".