Cambia la musica per i pendolari italiani, con l’introduzione di Rock e Pop, i due nuovi treni regionali di Trenitalia. Con 6 miliardi di euro d’investimento, Ferrovie ha ordinato 600 nuovi treni, di cui una settantina è già sui binari e gli altri arriveranno entro il 2023. Nel trasporto regionale è concentrato circa il 90% dei passeggeri del sistema ferroviario italiano: ogni giorno, per lavoro o studio, 1,5 milioni di pendolari scelgono il treno, il mezzo di trasporto più sostenibile, per i propri spostamenti regionali e metropolitani. Dati che spiegano il cambio di paradigma in atto nel Paese, dove nel 2019 i treni regionali hanno ospitato 11 milioni di viaggiatori in più rispetto all’anno precedente.

«La nostra priorità sono i pendolari, che sono al centro di tutte le nostre attività quotidiane», ha detto l’ad Gianfranco Battisti, annunciando l’investimento. «Recuperare il gap qualitativo sul trasporto regionale e metropolitano è la grande sfida del nuovo piano industriale del gruppo», ha aggiunto.

Degli 8,6 miliardi di investimenti previsti nel piano, infatti, la quota di gran lunga maggiore (6 miliardi) è destinata all’acquisto dei nuovi treni, costruiti da Hitachi (Rock) nei tre stabilimenti ex-Ansaldo Breda di Pistoia, Napoli e Reggio Calabria e da Alstom (Pop) nello stabilimento piemontese di Savigliano. E’ un impegno economico che non ha precedenti in Italia. Nel 2019 sono stati già i primi 70 convogli, destinati a Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Sicilia e Marche, per un valore economico di oltre 500 milioni di euro. Per il 2020 è prevista la consegna di altri 130 treni, sempre in Emilia-Romagna (86 treni è la fornitura complessiva), Veneto, Liguria, Sicilia, Lazio, Toscana, Marche, Campania, Calabria e Sardegna, oltre al nodo ferroviario di Torino. Entro il 2023, i 600 nuovi treni saranno tutti consegnati alle Regioni, con il rinnovamento dell’80% dell’intera flotta regionale.

La rivoluzione è partita dai nuovi contratti di lunga durata con le Regioni, da 10 a 15 anni, che permettono a Trenitalia di programmare investimenti in nuovi treni, di rinnovare quelli già presenti nella flotta e di migliorare le officine di manutenzione attive sul territorio. Sono 16 i contratti di servizio firmati da Trenitalia per i prossimi anni, con 13 Regioni, la provincia di Trento, la provincia di Bolzano e il nodo ferroviario di Torino, a fronte di un valore pari a 43 miliardi di euro, tra corrispettivi regionali (che coprono l’80% del valore) e biglietti venduti. Nel complesso, l’insieme di tutti i contratti di servizio con i concessionari regionali prevede la circolazione di oltre 6.500 treni giornalieri. Gli investimenti sulla flotta, che costituiscono la misura più visibile della rinnovata centralità del trasporto regionale, si affiancheranno a quelli volti a potenziare l’infrastruttura di rete delle diverse regioni italiane e a migliorare la qualità delle stazioni ferroviarie.

L’impegno di Ferrovie sul trasporto regionale avrà un impatto importante sull’economia italiana, secondo uno studio di Ambrosetti. In base ai calcoli dell’istituto di analisi, la nuova strategia contribuirà allo sviluppo nazionale con un 2,1% di crescita cumulata aggiuntiva del Pil dal 2019 al 2023 e genererà fino a 135mila nuovi occupati nel 2023. Tutto questo si inserisce in un contesto più generale, in cui l’intero piano industriale di Ferrovie prevede di creare dai 100mila ai 120mila occupati all’anno e di fornire un contributo al Pil tra lo 0,7% e lo 0,9% all’anno. Questi investimenti consentiranno inoltre, nei 5 anni del piano industriale, risparmi cumulati per 1,2 miliardi di euro in costi esterni, grazie alla riduzione dell’inquinamento, degli incidenti stradali e delle congestioni, oltre a un aumento della spesa turistica di 1,2 miliardi.