Sabato 20 Luglio 2024
MICHELE ZACCARDI
Economia

Tregua fiscale 2023: slittano le scadenze. Nuovo calendario per sanatoria e ravvedimento?

Ecco le nuove date posticipate allo studio del Governo che pensa anche a una nuova sanatoria

Il governo punta a cambiare il calendario della tregua fiscale. Il pacchetto di modifiche, contenuto nel nuovo decreto Pnrr, dovrebbe planare sul tavolo del Consiglio dei ministri il 28 marzo.

Tasse
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Tregua fiscale: le novità

Tra le novità non c’è solo uno spostamento dei termini per le scadenze del 31 marzo per gli errori formali e il ravvedimento speciale, ma anche più tempo alle sanatorie sulle liti. Per le scadenze per le definizioni delle controversie tributarie, della conciliazione agevolata e della rinuncia alle liti in Cassazione si profila uno slittamento dall’attuale scadenza per richiesta e (primo) versamento dal 30 giugno al 30 settembre, con una modifica anche delle scadenze successive.

Una nuova sanatoria

Ma c’è dell’altro. Allo studio del governo ci sarebbe pure l’introduzione di una nuova sanatoria (che si aggiunge alle 12 già presenti in manovra), con la quale si estende la possibilità di chiudere i conti con il Fisco anche per gli atti di sole sanzioni.

Le due sanatorie in scadenza

Il tempo stringe, soprattutto per le due sanatorie in scadenza il 31 marzo: quella degli errori formali e quella del ravvedimento speciale per tutti i tributi amministrati dalle Entrate. La prima prevede un termine strettissimo per aderire. La definizione con il pagamento di 200 euro riguarda le violazioni commesse fino al 31 ottobre 2022 ma va effettuata in due rate, dello stesso importo, in scadenza, rispettivamente, il 31 marzo 2023 e il 31 marzo 2024.

La sanatoria si completa anche con la rimozione di irregolarità, omissioni o infrazioni entro il termine fissato per il versamento della seconda rata (ovvero il 31 marzo 2024). Va detto che la sanatoria ha un impatto molto ampio, visto che può riguardare anche il tardivo invio delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici purché siano stati inclusi nella liquidazione Iva di competenza. In questo modo si apre la possibilità di chiudere i conti con l’amministrazione finanziaria attraverso un comportamento attivo anche per le lettere di compliance recapitate in questo periodo proprio per sanare le irregolarità sul tardivo invio di fatture e scontrini.

Le date ipotizzate per lo slittamento

Da qui il motivo per cui il governo pensa di intervenire spostando la scadenza a dopo l’estate. Due le date sul tavolo: 30 settembre o 31 ottobre, con il conseguente rinvio anche della seconda rata all’anno successivo.

Il ravvedimento

L’altra scadenza ravvicinata riguarda invece il ravvedimento speciale per tutti i tributi amministrati dalle Entrate relativi alle dichiarazioni 2022 sui redditi del 2021 e ad anni d’imposta precedenti. Con questa sanatoria, in deroga al ravvedimento ordinario, si versa un diciottesimo del minimo edittale delle sanzioni previsto dalla legge, oltre all’imposta e agli interessi. Il pagamento si può rateizzare in otto appuntamenti trimestrali con scadenza della prima rata fissata al 31 marzo 2023. Su quelle successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 2% annuo.

Le nuove date per il ravvedimento

Qui l’ipotesi dovrebbe essere quella di spostare la scadenza per la prima o unica rata al 30 settembre 2023, con un effetto a cascata sulle scadenze trimestrali successive. Ma il nuovo calendario si occupa anche di liti. Il termine per aderire alle tre sanatorie (definizione liti, conciliazione agevolata e rinuncia in Cassazione) scade il 30 giugno sia per presentare la richiesta sia per versare la prima (o unica) rata. L’idea allo studio del ministero dell’Economia è di rinviare a dopo l’estate, riscrivendo anche le scadenze successive.