La patata da consumo, tubero pregiato dell’agro bolognese, e quella, sempre più importante per le evoluzioni del mercato, da industria, alla base di prodotti e lavorazioni ogni giorno più vari e diversificati, che sposano gusto, innovazione tecnica e rispetto dell’ambiente.

Sono le due anime di Pizzoli, l’azienda fondata a Budrio nel lontano 1926 e divenuta, grazie alla continuità e all’impegno di ben tre generazioni di famiglia, la più importante realtà agroindustriale italiana nel settore delle patate, fresche e surgelate. Parliamo, infatti, di un gruppo che nel 2019 ha sviluppato 100 milioni di euro di fatturato annuo e che, nei suoi due stabilimenti e nella piattaforma logistica ad elevata automazione di sua proprietà cura ogni passaggio del viaggio dei tuberi dal campo alla tavola, nobilitando il lavoro di tutta la filiera e delle tante aziende agricole che da quasi un secolo gli affidano il meglio di quanto coltivano.

Un lavoro importante questo, al quale presiedono Sergio Barbieri e Stefano Stoppa, rispettivamente Direttori dell’ufficio acquisti materia prima da industria e ufficio acquisti materia prima da consumo. Entrambi ogni giorno impegnati ad "una capillare attività formativa, che aggiorna i produttori sugli ultimi ritrovati tecnologici del settore primario e sui vantaggi reciproci di un sistema basato su un reale circolo virtuoso" fatto di competenza, ricerca, gestione efficiente delle risorse. Le fondamenta del sistema, ovviamente, stanno negli areali italiani a più alta vocazione pataticola e nelle varietà di patata di maggiore pregio, mentre il know-how, oltre che dall’esperienza di maestranze di lungo corso, deriva "dall’opera degli agronomi più esperti e da uno staff di riconosciuti professionisti". A dare un ulteriore pizzico di genuinità, poi, interviene "il forte radicamento dell’azienda nelle comunità in cui storicamente opera", mentre, nel tempo, hanno saputo farsi strada concetti innovativi come il riciclo degli scarti e la lotta agli sprechi idrici, divenuti ormai, assieme a una più ampia vocazione per la tutela ambientale, veri e propri fiori all’occhiello di Pizzoli.

Sul primo fronte spicca, sempre nel Bolognese, "l’impianto di biomasse nel quale sono convogliate bucce in eccesso e tuberi di scarto, attraverso i quali riusciamo a generare energia elettrica che viene reimmessa nel processo produttivo, mentre sul secondo il presente e il futuro di Pizzoli parlano di una piccola rivoluzione delle tecniche di irrigazione con un saving idrico del 40%". Come spiegato da chi sovrintende quotidianamente a questo delicato processo, infatti, "l’uso dei classici irrigatori a pioggia comportava una considerevole dispersione di liquidi, mentre l’attuale tecnologia ‘a goccia’ consente di centellinare tanto l’acqua quanto le sostanze concimanti portando una miglioria notevole su tutti i fronti".

Una storia virtuosa quella di Pizzoli testimoniata dall’ampio portafoglio di prodotti a marchio proprio, che comprende i marchi Pizzoli, Patasnella e Iodì, su tutti i canali di vendita e l’efficienza della propria rete commerciale, sul fronte dei prodotti a marchio del distributore delle principali catene dell’universo Gdo oltre che nel mondo della ristorazione fuori casa.