Il gruppo Fagioli spa dispone di una delle più grandi flotte al mondo per eseguire qualsiasi tipo di trasporto e sollevamento eccezionale. Ultimamente l’azienda sta lavorando a nuove commesse nei più svariati angoli del pianeta. Si tratta di grossi interventi, nel settore delle energie rinnovabili e non solo. Come in Indonesia, ad esempio: "Qui movimenteremo torri eoliche per il settore off-shore, utilizzando la più grossa gru, partita dalla Germania, da 30mila tonnellate convenzionali", racconta l’amministratore delegato Fabio Belli. E poi negli Stati Uniti, si lavora su "torri eoliche a terra". Mentre in Bahrein l’azienda reggiana "curerà il trasporto dei pezzi per la più grande raffineria del Paese". Il mercato globale sta privilegiando le grandi componenti, sostiene il manager: "Realizzarli in aziende specializzate consente di abbassare i costi e anche le attività di cantiere si riducono molto, permettendo di lavorare con meno rischio".

Qual è stato l’impatto del Covid-19 su un gruppo che lavora in ambito internazionale, su grandi opere, e il cui fatturato proviene per l’85% dall’estero? "In questi mesi l’andamento è stato altalenante. Alcuni progetti si sono fermati, poi sono ripartiti. Talvolta le difficoltà sono state anche legate al fatto di dover fare due quarantene, all’ingresso e all’uscita dal Paese – racconta Belli –. Ma verso l’autunno accelereremo le attività". Le previsioni sul 2020 sono positive: "Stiamo reagendo. Nonostante l’emergenza Coronavirus, non ci siamo mai fermati, neanche un giorno. Chiuderemo l’anno in linea con il risultato 2019 – stima Belli – con ricavi pari a duecento milioni di euro. I risultati economico-finanziari del primo semestre di quest’anno sono stati superiori rispetto a quanto ipotizzato. L’Ebitda è in linea con il budget. Rispetto ad altri settori produttivi, noi lavoriamo su opere enormi. Intanto per il 2021 il portafoglio ordini è positivo".

al. cod.