Tim, via libera alla vendita della rete. Golden power sull’operazione Kkr

Cessione della Netco, per Palazzo Chigi "c’è quadro certo della supervisione strategica dello Stato"

Tim, via libera alla vendita della rete. Golden power sull’operazione Kkr

Tim, via libera alla vendita della rete. Golden power sull’operazione Kkr

Via libera del governo, ai fini del golden power, alla cessione della rete Telecom. La comunicazione della stessa Tim, ha fatto impennare ieri il titolo fino al 3%, ma poi il balzo si è ridimensionato nel corso della giornata, per chiudere a +0,88%. "Il provvedimento autorizzativo, con il quale il Consiglio dei ministri ha esercitato i poteri speciali nella sola forma delle prescrizioni – si legge nella nota – ha fatto propri gli impegni presentati nel corso del procedimento. Si tratta di impegni ritenuti dal governo pienamente idonei a garantire la tutela degli interessi strategici connessi agli asset oggetto dell’operazione".

In sostanza, le prescrizioni di sicurezza seguono il percorso dell’asset strategico che verrà scorporato in una società ad hoc, la Netco, la quale a sua volta passerà dall’ex monopolista al consorzio guidato dal fondo Usa Kkr, come stabilito dal contratto firmato il 6 novembre, all’indomani della decisione del cda Tim di cedere la rete. Il Tesoro parteciperà al capitale della Netco con il 20% e prerogative di governance che sono già state concordate tra le parti e che assegnano al socio pubblico di fatto una "minoranza qualificata". È in dirittura d’arrivo anche il fondo creato appositamente da F2i per rilevare un altro 10% della Netco, sottoscritto da fondazioni bancarie e da enti previdenziali. Da parte sua, Palazzo Chigi ha sottolineato con una nota che l’operazione sta procedendo come da tabella di marcia, il closing è previsto entro l’estate. "Il via libera con prescrizioni da parte del governo italiano alla vendita della rete Tim al fondo infrastrutturale statunitense Kkr rappresenta un ulteriore e fondamentale step nell’operazione di acquisizione di NetCo (società che detiene sostanzialmente tutte le infrastrutture di rete fissa di Tim), a tutela dell’interesse nazionale e a garanzia del controllo statale sugli asset strategici della rete primaria di telecomunicazione", commenta la nota.

Si prevede un ruolo del governo nella definizione delle scelte strategiche, vengono assicurati tutti i presidi essenziali e garantita la supervisione allo Stato di tutti gli aspetti inerenti la sicurezza, la difesa e la strategicità della rete e dei relativi asset. "Si delinea quindi un quadro certo di supervisione strategica affidata allo Stato. Un passo avanti importante nella definizione complessiva dell’operazione, che procede secondo le tempistiche annunciate", precisa la nota. L’operazione è però ancora soggetta al vaglio delle autorità Antitrust. Ieri intanto si è riunito il comitato nomine di Tim in vista del consiglio di oggi, chiamato a istruire la pratica per il rinnovo del cda alla prossima assemblea di bilancio, fissata il 23 aprile. Di fatto si avvia così l’iter per la messa a punto di una “lista del consiglio di amministrazione“ da presentare in assemblea, come già avvenuto tre anni fa alla precedente assemblea di Tim.

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