Prima mossa di un fondo internazionale nel grande gioco delle torri tlc italiane. Un consorzio francese di fondi, guidato da Ardian, acquisirà per 1,6 miliardi da Tim una quota di minoranza di Inwit, la principale tower company italiana e la seconda in Europa per numero di torri, sbarcata a Piazza Affari pochi giorni fa. Inwit avrà senz’altro un ruolo da protagonista nel gioco delle torri europee, grazie alla svolta che ha permesso lo spin-off del ramo Tower di...

Prima mossa di un fondo internazionale nel grande gioco delle torri tlc italiane. Un consorzio francese di fondi, guidato da Ardian, acquisirà per 1,6 miliardi da Tim una quota di minoranza di Inwit, la principale tower company italiana e la seconda in Europa per numero di torri, sbarcata a Piazza Affari pochi giorni fa. Inwit avrà senz’altro un ruolo da protagonista nel gioco delle torri europee, grazie alla svolta che ha permesso lo spin-off del ramo Tower di Telecom Italia e l’avvio di un complesso e delicato processo di fusione con Vodafone Towers Italia, completato nel marzo scorso. Il consorzio guidato da Ardian si è aggiudicato una partecipazione indiretta di circa il 14,8% della società, mentre un altro investitore internazionale, Canson Capital Partner, insieme ad Azimut e a Marco Patuano, sta ancora trattando per una quota fino al 3% che, allo stesso prezzo, vale circa 273 milioni di euro.

Tim farà confluire il 30,2% di Inwit (di cui detiene il 33,2% paritetico con Vodafone) nella nuova holding e a completamento dell’operazione, il consorzio guidato da Ardian deterrà una partecipazione del 49% del capitale della holding. A Tim resterà comunque il pieno controllo della holding e, tramite quest’ultima, il controllo congiunto di Inwit assieme a Vodafone.

La mossa di Ardian rientra in un riassetto del mercato europeo delle torri. A giorni il colosso Hutchison Whampoa, proprietaria di Wind 3, che ha già scorporato le torri italiane (8.100) in una società autonoma, completerà la realizzazione di una Towerco forte di 28 mila installazioni in parte d’Europa (Regno Unito, Svezia, Danimarca), oltre all’Italia. Molto attiva è Cellnex, partecipata dalla famiglia Benetton attraverso Sintonia ed Edizione, la società che ha rilevato le torri di Iliad. Da non trascurare Ei Towers (60% F2i, il 40% in mano a Mediaset) dopo che la società ha rivisto il suo modello di business, rafforzandosi nel segmento broadcast.

Il nuovo assetto potrebbe facilitare una combinazione con Rai Way, già tentata nel 2017 ma saltata per l’opposizione del governo Renzi, che potrebbe seguire lo schema adottato da Tim e Vodafone in Inwit. In questo gioco rientra anche Open Fiber, la società di Enel che si occupa della realizzazione di un’infrastruttura in fibra ottica, su cui è appena arrivata un’offerta del fondo australiano Macquarie.