Dopo l'offerta di Kkr il titolo di Tim vola in Borsa
Dopo l'offerta di Kkr il titolo di Tim vola in Borsa

Roma, 22 novembre 2021 - L’offerta del fondo Kkr per Tim resa nota ieri, pari a 0,505 euro ad azione, è “insufficiente” per Vivendi, il gruppo francese che ha il 23,9% di Tim. Non valorizzerebbe adeguatamente la società. Lo fanno sapere fonti vicine alla società francese all’indomani del cda in cui il management ha illustrato l’offerta non vincolante arrivata dal fondo americano.

Intanto il titolo di Tim vola in Borsa, grazie alla proposta di acquisto.

 Ieri il consiglio di amministrazione di Tim si è riunito sotto la presidenza di Salvatore Rossi prendendo atto della intenzione di Kohlberg Kravis Roberts & Co, allo stato “non vincolante e indicativa” di effettuare una possibile operazione sulle azioni di Tim attraverso un’offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni ordinarie e di risparmio della società, volta al delisting. Intanto è confermato per il 26 novembre il cda straordinario di Tim. 

L'offerta

La manifestazione d’interesse sarebbe soggetta alla condizione del raggiungimento della soglia di adesione minima del 51% del capitale sociale di entrambe le categorie azionarie. Una manifestazione qualificata da KKR come “amichevole” e che aspira ad ottenere il gradimento degli amministratori della Società e il supporto del management,e condizionata tra l’altro allo svolgimento di una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane, nonché al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti, dal momento che il governo italiano potrà riservarsi di esercitare il golden power. 
Il prezzo indicato da KKR nella manifestazione d’interesse, da pagare interamente per cassa - da considerarsi allo stato, oltre che non vincolante, anche meramente indicativo - sarebbe pari a Euro 0.505 per azione ordinaria o risparmio. Un prezzo che Vivendi giudica "insufficiente". Il ministero dell’Economia intanto ha preso atto dell’offerta, premettendo che "l’interesse di questi investitori a fare investimenti in importanti aziende italiane è una notizia positiva per il Paese. Se questo dovesse concretizzarsi, sarà in primo luogo il mercato a valutare la solidità del progetto". 

Il governo

Tim, ricorda il Mef, è il maggiore operatore di telefonia del Paese. È anche la società che detiene la parte più rilevante dell’infrastruttura di telecomunicazione. Il Governo seguirà con attenzione gli sviluppi della manifestazione di interesse e valuterà attentamente, anche riguardo all’esercizio delle proprie prerogative, i progetti che interessino l’infrastruttura. L’obiettivo del governo è assicurare che questi progetti siano compatibili con il rapido completamento della connessione con banda ultralarga, secondo quanto prefigurato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con gli investimenti necessari nello sviluppo dell’infrastruttura, e con la salvaguardia e la crescita dell’occupazione.

In questa prospettiva, si è ritenuto che a seguire i diversi aspetti della vicenda sia un gruppo di lavoro composto dagli esponenti di governo titolari delle competenze istituzionali principalmente coinvolte, oltre che dalle amministrazioni e da esperti. 

Confindustria

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi rispondendo a una domanda dei giornalisti ha chiarito: "Non entriamo in nessun giudizio, essendo un’azienda quotata, apprezziamo però la sensibilità con la quale il governo sta tenendo in massima attenzione il dossier, perché comunque parliamo di un settore strategico per il Paese” .

La politica

“A Tim, e quindi all’Italia, servono un partner ed un piano industriale che valorizzino e rafforzino l’azienda, non un’operazione finanziaria che rischia di portare ad uno spezzatino di una realtà così importante per il Paese. Inoltre, visti i non brillanti risultati degli ultimi mesi, il cambio ai vertici auspicato da più parti pare tema non più rinviabile”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini sulla proposta d’acquisto targata Kkr, fondo infrastrutturale statunitense. 

Su Tim il Copasir "rispetto a quanto prevede la legge farà le sue valutazioni e poi se vuole si esprimerà". Prudente il presidente del Comitato Adolfo Urso. "Mi esprimo solo su argomenti che il Comitato ha analizzato: questo credo sia ruolo corretto" per il presidente della Commissione, ha rimarcato Urso. Intanto per giovedì 25 novembre alle 11.30 il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti verrà sentito in Commissione nell’ambito di un ciclo di audizioni sulle aspettative di sviluppo della difesa comune europeo.

I sindacati

I sindacati delle tlc avviano le procedure di legge “per la proclamazione dello stato di agitazione e le iniziative di sciopero a sostegno della vertenza in oggetto in tutte le aziende italiane del Gruppo Tim”. Così in una lettera firmata da Slc Cgil Fistel Cisl e Uilcom Uil inviata ai dirigenti dell’azienda Luciano Sale, Human Resources, Organization & Real Estate e Giovanni Pipita Trade Union Relations. Nelle motivazioni delle procedure di raffreddamento si indicano: incertezze societarie e possibile ennesimo cambio di proprietà. Difesa dei perimetri occupazionali e Piano industriale di rilancio aziendale. I sindacati saranno ricevuti la prossima settimana da Tim, probabilmente il 1 dicembre: è quanto si apprende da fonti vicine al dossier. In una lettera Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno chiesto un incontro urgente con l’azienda per discutere “delle incertezze societarie e il possibile ennesimo cambio di proprietà” e della “difesa dei perimetri occupazionali e il Piano industriale di rilancio aziendale”.