Un Piano industriale che punta quasi nove miliardi sulla transizione energetica e la sostenibilità ambientale. Lo ha presentato Terna per il quinquennio 2021-2025 e il mercato l’ha accolto molto bene. Il titolo ieri ha chiuso in terreno positivo in una giornata con le Borse negative. Il piano conferma il ruolo della società di "abilitatore del sistema energetico italiano verso l’obiettivo europeo di zero emissioni entro il 2050". Nei prossimi 5 anni Terna...

Un Piano industriale che punta quasi nove miliardi sulla transizione energetica e la sostenibilità ambientale. Lo ha presentato

Terna per il quinquennio 2021-2025 e il mercato l’ha accolto molto bene. Il titolo ieri ha chiuso in terreno positivo in una giornata con le Borse negative. Il piano conferma il ruolo della società di "abilitatore del sistema energetico italiano verso l’obiettivo europeo di zero emissioni entro il 2050". Nei prossimi 5 anni Terna spinge sull’acceleratore degli investimenti in Italia, portandoli a 8,9 miliardi, con un balzo del 22% rispetto al quinquennio precedente. Un impegno che avrà effetti sul Pil ma anche sui livelli occupazionali.

Terna stessa porterà il numero dei propri dipendenti oltre le 5mila unità con un incremento del 10%. "Gli investimenti che metteremo in campo nei prossimi 5 anni rappresentano un formidabile volano per la ripresa. È fondamentale agire oggi per consegnare alle prossime generazioni un sistema elettrico sempre più affidabile, efficiente e decarbonizzato" ha detto l’ad Stefano Donnarumma. Degli 8,9 miliardi di investimenti in Italia, 5,4 saranno destinati all’ulteriore sviluppo della rete elettrica nazionale. Fra i progetti più strategici il Tyrrhenian Link ovvero l’interconnessione tra Campania, Sicilia e Sardegna che contribuirà alla decarbonizzazione della Sardegna.

Il progetto, che prevede un investimento complessivo di 3,7 miliardi, 1,8 dei quali nel quinquennio 2021-2025, in futuro farebbe parte di una rete capace di portare energia solare dalla Tunisia al Nord Europa.

"L’interconnessione con la Tunisia - ha spiegato Donnarumma - è un progetto per il quale attendiamo un avallo degli uffici comunitari, passo necessario per la copertura finanziaria dell’investimento".

Secondo l’ad, la messa in esercizio dell’opera potrebbe arrivare anche prima del 2027. In dirittura d’arrivo il collegamento Italia-Francia, un’infrastruttura "invisibile" di 190 km, equamente divisi fra i due paesi, tutta interrata. "Il progetto ha subito qualche rallentamento durante i lockdown severo dei mesi scorsi, ma con i colleghi francesi stiamo lavorando perché entri in esercizio come previsto il prossimo autunno". Il gruppo prevede nel 2025 ricavi in crescita a 3,04 miliardi di euro e l’Ebitda a 2,21 miliardi e, sempre per il 2025, 1 miliardo di utile netto.