La tele assistenza ai tempi del Coronavirus. In questi momenti drammatici la sanità a distanza, la possibilità di prestare le prime cure a pazienti soli, ansiosi e lontani dal proprio medico, è diventata di grande attualità. Ne parliamo con l’ingegner Gualtiero Ventura (nella foto a destra), 67 anni, tra i pionieri italiani dell settore, oggi presidente di International Care Company (sopra, la sala operativa). Pur essendo una start up, visto che è nata solo quattro anni fa, International Care Company ha alle spalle oltre 30 anni di esperienza nel mondo dell’assistenza, grazie alle numerose iniziative innovative intraprese dal suo fondatore nel corso degli anni nel settore dell’healthcare.

Ingegner Ventura in che modo la sanità a distanza può rivelarsi un servizio prezioso in questi giorni così drammatici? Nei casi meno gravi, può essere utile, ad esempio, ad alleggerire ambulatori e ospedali?

"Assolutamente sì. La tele assistenza è un primo intervento, attraverso il quale si riesce a tranquillizzare l’interlocutore e a capire che sintomi ha e di cosa ha bisogno. Sono anni che facciamo questo lavoro, sappiamo bene che il primo problema da risolvere è di tipo psicologico. Pensi che il 70 per cento delle persone che si recano in un pronto soccorso sono in codice bianco; se fossero rimaste a casa una semplice telefonata con un accesso immediato a un medico, li avrebbe rassicurati. La tele assistenza ha due effetti: il primo, psicologico, parlo e condivido con qualcuno il mio problema, il secondo se c’è un caso serio ho uno specialista che può darmi delle risposte. Poi teniamo sotto controllo i parametri vitali. Se per esempio uno vede che ha la pressione molto alta si collega con noi, e dalla centrale operativa i medici si adoperano per capire qual è il problema e cercare di risolverlo".

In questo periodo su 100 persone che chiamano quanti hanno il Coronavirus?

"Il 5 per cento. Tutti gli altri si preoccupano perché hanno qualche linea di febbre o perché danno qualche colpo di tosse. La gente è molto spaventata".

Il vostro servizio offre la possibilità di ottenere un consulto telefonico ma anche in videoconferenza. È così importante poter guardare negli occhi il medico?

"È fondamentale perché è rassicurante. Il medico può vedere l’aspetto del paziente, la sua cartella clinica. In caso di necessità gli possiamo mandare i farmaci a casa".

Il primo a rispondere è un medico generico, un medico di famiglia?

"Sì, quello è il primo filtro, ma poi al massimo nell’arco di un quarto d’ora indirizziamo chi chiama su un pediatra o un cardiologo o uno psicologo o un altro specialista".

Chi è il più richiesto?

"Il pediatra, soprattutto in questo periodo".

Quali sono i tempi di risposta che avete?

"La centrale operativa risponde entro 7 secondi. Siamo attivi 24 ore su 24, abbiamo una quarantina di operatori che si danno i turni. Attualmente facciamo smart working per il 50 per cento del personale". Quanti casi gestite in un anno?

"Dagli 80 ai 100 mila casi all’anno. A parte questo periodo di emergenza sanitaria, il nostro servizio raggiunge le persone per videoconsulti anche a migliaia di chilometri di distanza, durante le vacanze estive con i turisti in giro per il mondo abbiamo i picchi di chiamate".