Mario Giordano, amministratore delegato di Ibl Banca, istituto specializzato nel credito alle famiglie
Mario Giordano, amministratore delegato di Ibl Banca, istituto specializzato nel credito alle famiglie

Investire nei Bot e non guadagnare nulla. Anzi, perdere addirittura qualcosa ricevendo alla scadenza un capitale inferiore a quello versato inizialmente. Ciò che sembrava impensabile fino a 10 o 20 anni fa, oggi è una realtà con cui i risparmiatori italiani, volenti o nolenti, devono confrontarsi. I tassi d’interesse ufficiali fissati dalla Banca Centrale Europea sono infatti da tempo sotto zero e anche i Buoni del Tesoro, un tempo assai generosi, si sono adeguati alle nuove condizioni di mercato. Nell’ultima asta del 12 febbraio, per esempio, i Bot con scadenza a un anno sono stati collocati a un prezzo superiore a quello di rimborso, garantendo dunque un rendimento di -0,319%. Ciò significa, tradotto in soldoni, che investendo un capitale di 1.000 euro in questi titoli si ottiene indietro fra 12 mesi una somma non superiore a 997 euro, che si riduce ulteriormente se si tiene conto delle commissioni e dei balzelli vari applicati dalle banche.

È dunque evidente che un risparmiatore intenzionato a parcheggiare e far fruttare la propria liquidità per qualche mese o anno deve accettare tali condizioni tutt’altro che esaltanti o deve per forza battere altre strade. Quali? Oggi ci sono ancora banche che propongono ai clienti depositi fruttiferi con remunerazioni delle giacenze positive, di sicuro maggiori rispetto a quelle dei titoli di stato di breve scadenza come appunto i Bot. È il caso di IBL Banca, istituto specializzato nel credito alle famiglie, che dal 2009 offre sul mercato anche conti deposito con un’alta remunerazione delle giacenze. Di recente, la banca ha alzato il rendimento di uno dei suoi prodotti di punta, il deposito ContosuIBL, sia nella versione libera che in quella vincolata.

Nello specifico, i risparmiatori che apriranno entro il 30 aprile 2020 il ContosuIBL Libero, che consente di ritirare in qualsiasi momento i soldi depositati, otterranno un rendimento lordo dell’1% su base annua (0,74% netto) valido sino al 31 luglio successivo. A chi vuole avere interessi un po’ più corposi, IBL Banca propone invece una linea di conti vincolati, nei quali bisogna tenere ferme le giacenze per un po’ di tempo. Il deposito a 12 mesi, che prevede un vincolo per il sottoscrittore di un anno, rende l’1,5% lordo, che scende all’1,1% al netto delle imposte. Ecco qualche esempio concreto di quanto si più ottenere con un prodotto di questo tipo, a seconda dell’importo del capitale depositato. Con una giacenza di 10mila euro, dopo un anno si ottengono 110 euro di interessi. Se il capitale è invece pari a 100mila euro, il rendimento annuo è pari a 1.100 euro.

I conti si possono attivare online o anche in una delle 54 filiali IBL Banca e non prevedono alcuna spesa o canone mensile. ContosuIBL Vincolato è disponibile anche nella versione con cedola, che prevede la liquidazione degli interessi ogni trimestre, senza la necessità di aspettare la scadenza del vincolo. «Con queste offerte ci rivolgiamo a tutte quelle persone e famiglie che cercano una soluzione per valorizzare i risparmi», dice Mario Giordano, amministratore delegato di IBL Banca, che aggiunge: «Poter avere un rendimento lordo dell’1,5% a dodici mesi rappresenta oggi una soluzione di pianificazione finanziaria interessante per molti. Il conto deposito», continua Giorndano, «oltre ad assicurare una remunerazione sui risparmi in modo trasparente e con la certezza del tasso, è un prodotto molto semplice da gestire».

Se fino a qualche anno fa un punto e mezzo di rendimenti all’anno sembravano poca cosa, oggi sono una rarità sul mercato. Va ricordato che i soldi depositati sui conti bancari sono protetti da un particolare organismo di garanzia: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) che provvede al rimborso delle somme in giacenza anche in casi estremi, per esempio quando vi è un dissesto della banca. La garanzia copre fino a un massimo di 100mila euro per ogni depositante. Di conseguenza, se il conto è cointestato e appartiene a due persone, la garanzia arriva fino a 200mila euro di giacenza.