di Alberto Pieri Non bastava la mancata proroga del mega tax day a esacerbare gli animi delle categorie del lavoro autonomo e delle professioni. A mettere il sale sulle ferite le parole del viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, che ha sostenuto di non credere che le partite Iva "stiano peggio degli altri", e che "le imposte vanno pagate, perché servono a finanziare i servizi essenziali". Una spiegazione del mancato rinvio delle scadenze fiscali accolto...

di Alberto Pieri

Non bastava la mancata proroga del mega tax day a esacerbare gli animi delle categorie del lavoro autonomo e delle professioni. A mettere il sale sulle ferite le parole del viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, che ha sostenuto di non credere che le partite Iva "stiano peggio degli altri", e che "le imposte vanno pagate, perché servono a finanziare i servizi essenziali". Una spiegazione del mancato rinvio delle scadenze fiscali accolto da un coro di polemiche indignate da tutta l’opposizione e dai renziani.

Sul piano più concreto, però, i commercialisti italiani sono "chiamati a raccolta" dai loro 9 sindacati (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec ed Unico) e dal Consiglio nazionale per partecipare ad una protesta, quella per la mancata proroga dei versamenti – dal 20 luglio al 30 settembre – che verrà annunciata oggi pomeriggio, al Senato, invocata a gran voce per "manifestare la gravità della situazione per contribuenti e professionisti".

Cercheremo di chiamare a raccolta tutti i nostri iscritti (circa 120.000, ndr) avvisa il presidente del Consiglio nazionale Massimo Miani, che rigetta la giustificazione dell’Amministrazione finanziaria, secondo cui gli 8,4 miliardi di entrate con le tasse del 20 luglio sarebbero necessari per il bilancio statale. "Se il sistema non regge, senza 8 miliardi e mezzo, sarebbe drammatico. Non è detto, comunque – confida – che qualche alleggerimento non possa arrivare", dopo il no allo slittamento delle imposte a fine settembre.

Nel frattempo, secondo il numero uno del sindacato dei giovani dottori commercialisti (Ungdcec) Matteo De Lise, in mancanza dell’auspicato rinvio "non rimane, dunque, che rispolverare i principi generali del nostro ordinamento, in particolare il decreto legislativo 47297, che prevede all’articolo 6 le cause di non punibilità; in particolare, al comma 5 prevede testualmente che non è punibile chi ha commesso il fatto per forza maggiore".

Non si ferma, nel frattempo, la solidarietà dei partiti di opposizione: "Siamo a disposizione con i nostri tecnici a sostegno di chi sosterrà lo sciopero fiscale. C’è un incontro dei commercialisti a Roma, sarò presente, perché non è possibile massacrare 5 milioni di lavoratori autonomi chiedendo loro tasse che non possono pagare", ha sostenuto il leader della Lega Matteo Salvini.