Il 2021 non sarà un "anno bianco" fiscale, come chiede Matteo Salvini, ma il governo ha cominciato a mettere comunque le basi nell’ultimo decreto Ristori, appena bollinato dalla ragioneria di Stato, per arrivare a forme di sanatoria tributaria per le imprese in perdita che hanno rinviato i pagamenti delle tasse in questi mesi. In questa direzione va il "Fondo esoneri" da 5,3 miliardi per la cancellazione totale o parziale delle imposte e dei contributi non versati a causa della pandemia. Una misura che sarà definita a inizio 2021, ma potrà...

Il 2021 non sarà un "anno bianco" fiscale, come chiede Matteo Salvini, ma il governo ha cominciato a mettere comunque le basi nell’ultimo decreto Ristori, appena bollinato dalla ragioneria di Stato, per arrivare a forme di sanatoria tributaria per le imprese in perdita che hanno rinviato i pagamenti delle tasse in questi mesi. In questa direzione va il "Fondo esoneri" da 5,3 miliardi per la cancellazione totale o parziale delle imposte e dei contributi non versati a causa della pandemia. Una misura che sarà definita a inizio 2021, ma potrà diventare anche un vero condono su tutto il passato e che sarà accompagnata da una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali non pagate e anch’esse fatte slittare in avanti.

Insomma, il provvedimento non stabilisce solo il rinvio a primavera di tutte le tasse di fine novembre e di dicembre per le attività che hanno subito perdite di almeno il 33% del fatturato nel primo semestre e per le imprese chiuse o semichiuse delle zone rosse e arancioni, ma apre la strada sia a nuovi ristori da definire a inizio 2021 per le imprese e i professionisti che non li abbiano avuti sia alla possibilità di azzerare le tasse rinviate. L’articolo 22 prevede che per chi abbia subito una "significativa perdita di fatturato" "può essere previsto l’esonero totale o parziale dalla ripresa dei versamenti fiscali e contributivi". I parametri di accesso saranno decisi con un Dpcm.

Ma non è il solo alleggerimento del peso del fisco. Oltre al rinvio anche delle rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio e al blocco di pignoramenti e procedure esecutive, come spiega il viceministro grillino Laura Castelli, a fine 2021 ci sarà una "semplificazione dell’accesso alle nuove rateizzazioni: innalziamo a 100mila euro la soglia di debito sopra il quale è necessario dimostrare la temporanea difficoltà economica (prima era 60mila) e viene anche concesso un maggior margine di flessibilità nel pagamento, elevando a 10 rate non pagate il limite di tolleranza (prima erano 5)". Oltre a rendere possibile "la ripartenza delle rateizzazioni per quei contribuenti decaduti da precedenti rateizzazioni o rottamazioni delle cartelle" con una nuova domanda da presentare "entro la fine del 2021".

Il 2021, però, sarà l’anno di una "pace fiscale" più ampia. La stessa Castelli rinvia a una 'rottamazione quater’ e alla riforma della riscossione: "I cittadini e le imprese vanno aiutati a ricostruire, con serenità, il loro rapporto con il fisco". E se a questo aggiungiamo che il 2021 sarà anche l’anno dell’avvio della riforma fiscale, facile che il governo punti a consentire di chiudere i conti con il passato per le pendenze precedenti. Tanto più che una sanatoria ampia potrà permettere di recuperare risorse indispensabili per evitare nuovi debiti.