Tasse da pagare
Tasse da pagare

Lunedì 29 e martedì 30 novembre, per gli imprenditori italiani sono due giorni "complicati". Scadono infatti i termini per il pagamento degli acconti Ires, Irap, Irpef e dell’imposta sostitutiva in capo alle attività in regime forfettario. L'ufficio studi della Cgia stima che le imprese saranno chiamate a versare all’Erario 27 miliardi di euro. Praticamente. secondo questo calcolo, lo Stato entro martedì incasserà un importo che sfiora la prossima manovra di bilancio da circa 30 miliardi di euro. Considerando poi che gli artigiani, i commercianti e i lavoratori autonomi dovranno pagare i contribuiti previdenziali all’Inps, “non mancheranno casi in cui sarà difficile”, avverte Cgia, “onorare questa scadenza; purtroppo, la mancanza di liquidità sta tornando ad essere un problema assillante, soprattutto per tantissime piccole e micro imprese”.

Analizzando gli importi che l’erario incasserà in questo inizio settimana, il gettito maggiore sarà quello riconducibile al pagamento dell’acconto Ires che, secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA, costerà alle imprese 12,2 miliardi di euro. L’acconto Irap, invece, preleverà dalle casse delle aziende 6,8 miliardi, mentre l’acconto Irpef sarà poco meno di 6,7 miliardi di euro. Per quest’ultima voce va segnalato che una parte del versamento sarà in capo ai soggetti Irpef non titolari di partita Iva che hanno altre forme di reddito (ad esempio affitti, redditi di impresa etc.). Infine, dall’imposta sostitutiva in capo ai lavoratori autonomi in regime forfettario il fisco riceverà 1,2 miliardi di euro circa.

Secondo le stime fatte, quest’anno lo Stato incasserà 47 miliardi in più, un gettito superiore dovuto soprattutto alla ripresa economica in atto. Infatti, nonostante l’incremento delle entrate totali, la pressione fiscale è destinata a scendere. Se nel 2020 con una caduta del Pil di quasi il 9 per cento era salita al 42,8 per cento (quest’anno si abbassa di quasi un punto attestandosi, nonostante il significativo aumento del gettito in termini assoluti, al 41,9 per cento. Sempre secondo i dati presentati nei mesi scorsi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Nota di Aggiornamento del Def, la pressione fiscale nel 2022, invece, si allineerà al 42 per cento.