Il premier Mario Draghi durante la cerimonia per i 207 anni dei Carabinieri (Ansa)
Il premier Mario Draghi durante la cerimonia per i 207 anni dei Carabinieri (Ansa)

Roma, 5 giugno 2021 -  Una tassa minima globale sui profitti delle grandi imprese al 15%. Un impegno che apre le porte a una prossima applicazione concreta della misura, magari su larga scala. Una base storica di accordo raggiunta dall G7 che potrebbe rivelarsi decisiva nella lotta all'elusione fiscale, con i colossi che spostano sedi (e posti di lavoro) tra i vari Paesi per cercare di ottenere la minor tassazione possibile. A firmare l'intesa - annunciata su Twitter dal Tesoro britannico - i ministri delle Finanze delle 7 superpotenze mondiale. Accordo che si basa "sul principio di una aliquota globale minima del 15% per la tassazione delle grandi imprese, applicata Paese per Paese", spiega  parlando di "una stretta sull'elusione fiscale" che farà pagare "la giusta quota" alle multinazionali del digitale. 

Intesa storica tra i grandi del G7. "Tassa globale sulle multinazionali"

Perché è importante

All'aliquota minima, spiega ancora il Tesoro del Regno Unito, si associa l'intenzione di tassare, per le imprese globali, il 20% della quota eccedente il 10% dei profitti nei Paesi in cui vengono realizzati Per la segretaria del Tesoro Usa, Janet Yellen, l'impegno "significativo e senza precedenti" assunto oggi al G7 fornisce "uno slancio straordinario verso il raggiungimento di un'imposta minima globale con un'aliquota di almeno il 15%". Un punto di svolta che "porrà fine alla corsa al ribasso nella tassazione delle società e garantirà equità per la classe media e i lavoratori negli Stati Uniti e in tutto il mondo". 

La tassa minima globale, aggiunge Yellen, "aiuterà anche l'economia globale a prosperare, livellando le condizioni per le imprese e incoraggiando i Paesi a competere su basi positive, come l'istruzione e la formazione della nostra forza lavoro e gli investimenti in ricerca, sviluppo e infrastrutture". L'obiettivo è ora quello di allargare l'accordo anche al G20 (con presidenza italiana), di cui fanno parte anche Cina e Russia. L'intesa giunge dopo l'appello lanciato ieri sul Guardian da tre dei ministri invitati, Italia (con Daniele Franco), Francia e Germania a cui si era associato anche il collega della Spagna. 

Le reazioni italiane

"Saluto con grande soddisfazione l'accordo sulla tassazione delle multinazionali raggiunto oggi a Londra dai ministri delle finanze del G7", commenta il premier Mario Draghi. "È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini".

Il ministro dell'Economia Daniele Franco ha precisato che l'attuazione tecnica dei due pilastri dell'accordo (aliquota minima e tassazione nel Paese dove viene realizzato il profitto) richiederà "alcuni anni". Quando diverrà operativa sarà accompagnata dal superamento della digital Tax, dove già in vigore. Franco ha precisato che la proposta sarà discussa in sede di G20.

"Siamo vicini ormai a un traguardo storico, per cui ci stiamo battendo tanto", scrive Luigi Di Maio su Facebook. "Dopo il passaggio al G7 dei ministri degli Esteri, anche oggi alla riunione dei ministri dell'Economia, l'Italia ha portato una posizione ben precisa - prosegue il post del ministro degli Esteri - le multinazionali non possono arricchirsi sulle spalle dei nostri imprenditori e di tutti i cittadini che faticano dalla mattina alla sera, pagando regolarmente le tasse".

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando parla di "accordo fondamentale per una tassazione globale delle imprese digitali. Un primo passo nel segno dell'equità e della giustizia sociale, che ora va completato con regole comuni anche sul fronte del rispetto dei diritti dei lavoratori". 

Anche il commissario europeo Paolo Gentiloni ha salutato con favore l'accordo, parlando di un "grande passo compiuto dal G7 verso un accordo globale senza precedenti sulla riforma fiscale" e garantendo che la Commissione Europea "contribuirà attivamente a far sì che ciò accada il prossimo mese, in occasione del G20 a Venezia". Per Gentiloni "ora dobbiamo fare l'ultimo miglio per espandere questo consenso ai membri del G20 e a tutti i paesi coinvolti nel quadro inclusivo dell'Ocse".