Il ministro dell'Economia, Daniele Franco (Ansa)
Il ministro dell'Economia, Daniele Franco (Ansa)
Per una volta la maggioranza si ritrova compatta. E il miracolo avviene su uno dei tempi più contrastati sul fronte della politica: quello del Fisco. L’idea di portare da 5 a 4 le aliquote dell’Irpef favorendo il ceto medio e, in particolare, i redditi fino a 50mila euro, è accolta positivamente da tutti i partiti. Unica voce fuori dal coro è quella della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Con tanto di presa di distanza del numero uno della Lega, Matteo Salvini, schierato dall’altra parte della barricata. Certo, si tratta di un primo step. L’approdo finale della riforma dovrebbe essere quello di un sistema a tre aliquote. Ma con gli 8...

Per una volta la maggioranza si ritrova compatta. E il miracolo avviene su uno dei tempi più contrastati sul fronte della politica: quello del Fisco. L’idea di portare da 5 a 4 le aliquote dell’Irpef favorendo il ceto medio e, in particolare, i redditi fino a 50mila euro, è accolta positivamente da tutti i partiti. Unica voce fuori dal coro è quella della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Con tanto di presa di distanza del numero uno della Lega, Matteo Salvini, schierato dall’altra parte della barricata. Certo, si tratta di un primo step. L’approdo finale della riforma dovrebbe essere quello di un sistema a tre aliquote. Ma con gli 8 miliardi stanziati in Finanziaria per la riforma del fisco (uno sarà destinato al taglio dell’Irap) era difficile fare di più. Sembra invece a un passo la proroga al 9 dicembre della scadenza per i versamenti fiscali relativi a cartelle e rottamazioni. Un data che per effetto dei giorni festivi darà ai contribuenti tempo fino a metà dicembre per regolare i conti con il fisco, potendo quindi avere anche la disponibilità delle tredicesime.

Nuove aliquote e scaglioni

Ma i riflettori continuano a essere puntati sulla delega fiscale prevista nella manovra economica. È duro il giudizio della Meloni. Secondo le simulazioni di Fd’I per i redditi di 50mila euro l’aliquota sale di 5 punti, con un aumento quindi delle tasse. "E non credo che oggi chi guadagna 2.500 euro al mese possa conservarsi un riccone". Immediata la replica di Salvini, che difende a spada tratta il piano dell’esecutivo: "Voglio tranquillizzare l’amica Giorgia Meloni. La riforma non porterà nessuno a pagare più Irpef. Rispetto a quest’anno c’è un calo medio del 3,8% con punte del 7% di risparmio per la fascia di 40-45mila euro perché aumentano le detrazioni per i lavoratori autonomi".

Soddisfatta anche la sottosegretaria per i Rapporti con il Parlamento, Deborah Bergamini. L’accordo, spiega, interviene sull’Irap azzerandola per circa un milione di autonomi, partite Iva, ditte individuali e start up. Chi dichiara un reddito imponibile di 30mila euro, avrà un risparmio netto di 320 euro l’anno. "Toccherà al Parlamento decidere ulteriori modifiche". Sulla stessa lunghezza d’onda anche la ministra per il Sud, Mara Carfagna: "Il governo sta rimettendo soldi nelle tasche degli italiani".

Il piano Irpef dovrebbe arrivare in Senato entro la prossima settimana, annuncia la sottosegretaria all’economia Cecilia Maria Guerra. E il governo sta anche pensando prorogare al 9 dicembre (che consentirebbe di arrivare al 14 dicembre per via dei 5 giorni di tolleranza) i termini per il versamento delle rate della rottamazione ter, delle cartelle e del saldo e stralcio. L’idea è venuta fuori al termine di una riunione della maggioranza in Senato sul decreto fiscale. Dal punto di vista del Tesoro non ci sarebbero ostacoli. "Anche con la nuova scadenzario si riesce a ottenere il versamento entro l’anno e, quindi, non c’è la necessità di ulteriori coperture", chiarisce Cecilia Guerra. Molto critiche le reazioni di Forza Italia che boccia la mini-proroga: "È una presa in giro – scandisce Roberta Toffanin, vicepresidente della Commissione Finanze –. Noi abbiamo proposto una riprogrammazione delle scadente. E il nostro ordine del giorno è appoggiato anche dall’opposizione".