Il premier Giuseppe Conte e la ministra Nunzia Catalfo all’incontro con i sindacati (Dire)
Il premier Giuseppe Conte e la ministra Nunzia Catalfo all’incontro con i sindacati (Dire)

Roma, 18 gennaio 2020 - I veri vincitori del taglio del cuneo fiscale sono i lavoratori dipendenti, che guadagnano tra i 26.600 e i 28mila euro l’anno: per loro il vantaggio in busta paga sarà, a partire da luglio prossimo, di 100 euro mensili, circa 1.200 euro su base annua. Andranno ugualmente bene coloro che hanno stipendi da 28.001 a 35mila: per loro, però, lo sconto fiscale sarà di 80 euro. E sarà ulteriormente decrescente, fino a azzerarsi, per i dipendenti della fascia 35-40mila euro.

Coloro – e sono i più – che potevano contare sul vecchio bonus Renzi di 80 euro, invece, otterranno ugualmente uno sconto di 100 euro mensili, ma l’aumento netto sarà di soli 20 euro, perché il taglio ingloberà il precedente beneficio. Restano a secco, di nuovo, gli incapienti, coloro che hanno guadagni fino a circa 8.200 euro e che, come tali, non pagano tasse. Per loro c’è la possibilità, se hanno tutti i requisiti, di accedere al Reddito di cittadinanza.
Insomma, le somme della sforbiciata da 3 miliardi di euro sul 2020 (5 sul 2021) sulla differenza tra lordo e netto in busta paga sono presto fatte. E se conquistano il benefit circa 16 milioni di lavoratori, 4,3 milioni in più della platea originaria del bonus Renzi, non per tutti sarà dello stesso ammontare.

Vediamo le fasce più in dettaglio.

(Grafico in fonda all'articolo)

- Gli 11,7 milioni di percettori degli 80 euro, dunque, arriveranno a 100 euro mensili: 20 euro in più, che, in realtà, sono 70-80 in più (sempre per arrivare a 100) per la fascia tra 24.600 e i 26.600 che era sottoposta a un decalage .
- I circa 750mila che hanno redditi tra i 26.600 euro e i 28mila euro, invece, avranno un vantaggio pieno e tutto nuovo di 100 euro mensili, 600 nel 2020, 1.200 nel 2021 su base annua. In totale, 12,5 milioni di lavoratori sono allineati a uno sconto uguale di 1.200 euro l’anno.
- Una ulteriore fascia di lavoratori, i 2,6 milioni tra 28mila e 35mila euro, otterrà un beneficio tra i 100 e gli 80 euro al mese, che calerà ancora, fino ad azzerarsi, per altri 950mila dipendenti che si collocano entro i 40mila euro di reddito.

Il meccanismo per erogare il beneficio resterà quello del bonus per l’attuale platea (fino a 26.600 euro) mentre per i nuovi beneficiari ci sarà una detrazione. A conti fatti, si otterranno 97 euro mensili per un reddito da 29mila euro e 94 euro per un reddito da 30mila. In sostanza, ogni mille euro in più di stipendio lordo si avranno 3 euro in meno di beneficio. Un calo che diventa di 16 euro in meno dai 35 mila euro in avanti. Fino ai 53 centesimi al giorno per le retribuzioni da 39mila euro.

Detto in altri termini, i redditi da 29mila euro, potranno contare su 1.166 euro l’anno in più, quelli da 30mila euro su 1.131 euro l’anno aggiuntivi, quelli da 31mila euro su 1.097 euro l’anno, sempre in più, quelli da 32mila euro su ulteriori 1.063 euro l’anno. E così via. Con 36mila euro lo sconto è di 768 euro l’anno, con 37mila euro di 576 euro l’anno, con 38mila euro di 384 euro l’anno, con 39mila euro di 192 euro l’anno, mentre con 40mila euro si annulla del tutto.