di Elena Comelli Unicredit ha scelto il deal-maker di alto profilo Andrea Orcel come nuovo amministratore delegato dopo le dimissioni a sorpresa di Jean Pierre Mustier a novembre. La banca milanese potrebbe annunciare la mossa già oggi. E il mercato applaude, spingendo il titolo Unicredit in su del 5,8% non appena la voce ha cominciato a circolare (per poi chiudere a +4,45%). Uno dei banchieri più noti d’Europa, Orcel è stato coinvolto in alcune delle più grandi operazioni di fusione e acquisizione del continente negli ultimi due decenni....

di Elena Comelli

Unicredit ha scelto il deal-maker di alto profilo Andrea Orcel come nuovo amministratore delegato dopo le dimissioni a sorpresa di Jean Pierre Mustier a novembre. La banca milanese potrebbe annunciare la mossa già oggi. E il mercato applaude, spingendo il titolo Unicredit in su del 5,8% non appena la voce ha cominciato a circolare (per poi chiudere a +4,45%).

Uno dei banchieri più noti d’Europa, Orcel è stato coinvolto in alcune delle più grandi operazioni di fusione e acquisizione del continente negli ultimi due decenni. Dopo 20 anni in Merrill Lynch, il 57enne romano è stato a capo dell’investment banking di Ubs, che ha lasciato nel 2018 dopo che gli era stato offerto il posto di ceo della banca spagnola Santander. L’offerta ai vertici della banca spagnola è stata successivamente ritirata per disaccordi sulla retribuzione e Orcel ha avviato una causa da 112 milioni di euro contro Santander, che si sarebbe conclusa con un accordo proprio questa settimana. Per il primo anno in Unicredit Orcel avrebbe accettato un livello di retribuzione relativamente basso, che verrebbe raddoppiato dal 2022. Secondo fonti vicine al dossier, sono ancora in corso trattative per oltre 50 milioni di dollari di retribuzione differita che il signor Orcel dovrebbe ricevere da Ubs, ma che perderebbe nel caso si unisse a un concorrente.

Orcel era il candidato preferito degli azionisti internazionali per la sua esperienza bancaria globale, ma era anche la prima scelta di alcuni sostenitori italiani, tra cui Leonardo Del Vecchio, uno dei primi 10 azionisti di Unicredit e una voce influente tra gli altri investitori. In dirittura d’arrivo ha superato l’altro ’finalista’ Fabio Gallia, direttore generale di Fincantieri ed ex ad di Bnl e Cdp. Anche Tidjane Thiam, ex amministratore delegato di Crédit Suisse, era stato fortemente corteggiato dal nuovo presidente di Unicredit Pier Carlo Padoan, ma l’ivoriano ha invece preferito il lancio di un fondo da 250 milioni di dollari sostenuto da Jp Morgan Chase.

Il banchiere romano ha uno stretto rapporto con Unicredit, avendo orchestrato nel 1998 la fusione da 21 miliardi di euro tra Credito Italiano e Unicredito, che ha costituito il gruppo. Unicredit è anche passata come cliente a Ubs quando Orcel è andato via da Merrill Lynch nel 2012 per entrare in Ubs.

Una delle prime decisioni che Orcel dovrà prendere come amministratore delegato di Unicredit è se acquisire la banca di proprietà del governo Monte dei Paschi di Siena, un affare a cui gli azionisti di Unicredit si oppongono. Quando era in Merrill Lynch, Orcel ha consigliato a Mps l’acquisizione da 9 miliardi di euro di Banca Antonveneta nel 2008, un accordo che ha sovraccaricato la banca senese al culmine della crisi finanziaria.