di Gianpaolo Annese

"Siamo di fronte a un’evoluzione del concetto di azienda: integrare nel proprio modello di business, insieme agli obiettivi di profitto, l’esplicito impegno ad operare in modo responsabile e sostenibile tutelando gli interessi degli stakeholder e dell’ambiente". Il presidente Claudio Lucchese racconta con entusiasmo l’acquisizione da parte di Florim dello status di Società Benefit.

Dal punto di vista giuridico è una innovazione che passa alla storia, perché l’azienda – leader nella realizzazione di superficie ceramiche per l’architettura e l’interior design – in questo modo ha integrato nel proprio statuto uno scopo aggiuntivo rispetto alle tradizionali finalità economiche. Oltre 400 milioni di euro di fatturato nel 2019, 1400 dipendenti in tutto il gruppo (distribuiti nelle due sedi produttive in Italia e in quella negli Stati Uniti, in Tennessee), Florim – nata 60 anni fa da un’intuizione dell’ingegner Giovanni Lucchese, padre dell’attuale presidente – rende così ufficiale e protegge nel tempo la propria mission, "da sempre orientata a creare valore anche per le persone, le comunità in cui opera e a rigenerare l’ambiente".

Presidente Lucchese, qual è il significato di questo riconoscimento giuridico?

"Per Florim il passaggio a Società Benefit non è stato altro che la formalizzazione di un indirizzo intrapreso da molti anni. La presenza nella strategia aziendale, di azioni per minimizzare l’impatto ambientale e dare sostegno ai dipendenti e al territorio, fa parte del nostro modo di fare impresa da quando il concetto di sostenibilità non era ancora così diffuso".

Come si traduce nella strategia aziendale?

"Ci basiamo su due driver principali: innovazione e sostenibilità, come testimoniato nel Bilancio di Sostenibilità Florim dove, dal 2008, descriviamo tutti i progetti intrapresi e che ritengo essere la fonte migliore per comprendere la vera essenza del nostro gruppo".

Può fare degli esempi di come si può produrre in maniera sostenibile?

"L’azienda ha in funzione 45mila metri quadri di pannelli fotovoltaici che si aggiungono a due impianti di cogenerazione: insieme sono in grado di generare – in condizioni ottimali – fino al 100% dell’energia elettrica necessaria per il funzionamento degli stabilimenti produttivi italiani. Recupera inoltre il 100% delle acque reflue e degli scarti crudi di produzione".

I manuali di economia insegnano però che le imprese nascono per fare profitti.

"Ritengo sinceramente che oggi il profitto sia un traguardo raggiungibile in modo coerente nel tempo, solo se le società operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità locale, territorio e ambiente, per generare un impatto positivo a livello globale; diversamente il mercato tenderà a espellerle".

Quali sono gli ambiti nei quali si può concretizzare la visione di una Società Benefit?

"Alcuni esempi possono essere le politiche giovanili, la cultura d’impresa, intesa sia come formazione sia come accesso alla conoscenza, la prevenzione".

Cosa fate per esempio nel campo delle politiche giovanili?

"Abbiamo sviluppato progetti importanti come il Master in Florim rivolto ai giovani neolaureati e neodiplomati e, da oltre 30 anni, il Premio Lucchese, un premio istituito in memoria di mio padre e prevede l’erogazione di borse di studio ai diplomati col massimo dei voti dell’Istituto Tecnico industriale statale Volta di Sassuolo".

Sulla prevenzione invece?

"Abbiamo organizzato l’iniziativa ‘Gli incontri della salute’, conferenze sui più corretti stili di vita tenuti negli spazi della nostra Gallery e rivolti gratuitamente a dipendenti ed esterni, e istituito il Centro ‘salute&formazione’ Florim, riconosciuto dall’American Heart Association e realizzato su oltre 600 metri quadri all’interno della sede principale, dove personale medico e paramedico dell’Ospedale di Sassuolo e dell’Ospedale ‘Santa Maria Nuova’ di Reggio Emilia svolge attività di formazione attraverso la simulazione avanzata di interventi di pronto soccorso, su umanoidi di ultimissima generazione".