La governatrice della Bce, Christine Lagarde, 65 anni
La governatrice della Bce, Christine Lagarde, 65 anni
di Elena Comelli L’Eurozona avrà l’euro digitale, anche se i tempi non saranno immediati. "Direi non più di 5 anni, ma non sappiamo dove ci porterà l’accelerazione del fintech", ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, a Reuters Next. Lagarde ha ribadito l’allarme sull’estrema volatilità del bitcoin: un asset "altamente speculativo" e nel quale "l’utilizzo per attività di riciclaggio è considerevole", aggiungendo che "occorre concordare una...

di Elena Comelli

L’Eurozona avrà l’euro digitale, anche se i tempi non saranno immediati. "Direi non più di 5 anni, ma non sappiamo dove ci porterà l’accelerazione del fintech", ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, a Reuters Next. Lagarde ha ribadito l’allarme sull’estrema volatilità del bitcoin: un asset "altamente speculativo" e nel quale "l’utilizzo per attività di riciclaggio è considerevole", aggiungendo che "occorre concordare una regolamentazione globale" delle criptovalute.

"Nel mondo del fintech le cose si muovono a grandissima velocità – ha precisato Lagarde – quindi dobbiamo essere pronti, ma avendo sempre in primo piano la sicurezza". Guardando alle esperienze nel resto del mondo: "In Cina, dove sono in corso esperimenti, ci sono voluti cinque anni dal primo progetto ad oggi". Anche in Europa "ci vorrà tempo, ma avremo l’euro digitale, che non soppianterà ma affiancherà le banconote".

Contrariamente a quanto si è spesso sentito dire, la moneta digitale di cui si sta parlando non avrà quasi nulla in comune con le criptovalute, incluse quelle più stabili (le "stablecoin", di cui Libra di Facebook rappresenta il progetto più ambizioso). La differenza principale, secondo il membro italiano del Consiglio direttivo della Bce, Fabio Panetta, è che l’euro digitale sarà solo un "mezzo di pagamento, non una forma di investimento che compete ad altri strumenti finanziari".

Questo è stato finora il principale destino delle criptovalute: un investimento alternativo che attrae per il suo alto potenziale speculativo, per qualche risparmio sulle transazioni e per l’anonimato quasi assoluto. La nascita di valute digitali gestite dalle banche centrali avrà l’effetto di relegare queste monete al ruolo di strumenti per transazioni opache. Inoltre, "al contrario dei soggetti che emettono criptovalute", la Bce non vuole ricevere depositi di euro in cambio di moneta digitale e quindi limiterebbe la quantità di euro digitali attribuibili a un singolo soggetto.

L’euro digitale "sarebbe progettato per essere interoperabile con soluzioni di pagamento private e rappresenterebbe la ‘materia prima’ che gli intermediari vigilati potrebbero utilizzare per offrire soluzioni di pagamento paneuropee". L’esatto opposto rispetto all’idea di denaro slegato da un’autorità centrale, tipica dei fautori del bitcoin.