Giovedì 13 Giugno 2024
GIULIA PROSPERETTI
Economia

Sviluppo, la ricetta di Confimprese: "Liberalizzare saldi e promozioni"

Il presidente Resca: "Basta asimmetrie col commercio online. I nostri negozi assicurano il 2% del Pil"

Sviluppo, la ricetta di Confimprese: "Liberalizzare saldi e promozioni"

Sviluppo, la ricetta di Confimprese: "Liberalizzare saldi e promozioni"

Misure urgenti per deregolamentare saldi e vendite promozionali, perché "liberalizzare il mercato fa bene al retail". E, ancora, un utilizzo di fondi, quali i 194 miliardi di euro Pnrr, a supporto dello sviluppo di un modello più sostenibile e circolare per il retail fisico. È quanto chiede Mario Resca, presidente Confimprese, dal palco di Villa Miani, a Roma, in occasione dei 25 anni di attività dell’associazione che raggruppa le imprese del commercio a rete. "Oggi tra canale online e fisico c’è certamente una concorrenza sleale: agendo su alcuni aspetti chiave della regolamentazione italiana dobbiamo fare in modo che questi due canali abbiano le stesse capacità di competere. Abbiamo regolamentazione degli orari di apertura e chiusura dei negozi fisici mentre online si può comprare h24, 7 giorni su 7. Quando si parla di online non c’è nessun vincolo alle promozioni, al discount, al sottocosto: lo vediamo soprattutto con le grandi piattaforme come Amazon", spiega Resca. Una penalizzazione, quella dei retailer con presenza fisica, ben fotografata dai dati.

Gli associati di Confimprese, che rappresentano 450 brand commerciali, 90mila punti vendita e 800mila addetti per un fatturato globale 2023 di 74 miliardi di euro e un contributo del 2% al Pil italiano, stanno subendo una significativa competizione da parte delle piattaforme online. Questo – secondo lo studio ‘Regolamentazione del mercato retail’ messo a punto da Pwc per Confimprese –, prendendo in esame il settore abbigliamento-accessori, si traduce in 16mila negozi chiusi (in media 11 al giorno) e 13mila posti di lavoro persi negli ultimi 4 anni. E in 70mila negozi chiusi con un saldo netto tra aperture-chiusure pari a -34.219 negli ultimi 10 anni.

"Chiediamo al governo – dice Resca – di abolire le limitazioni sulle tempistiche di saldi e vendite promozionali, al pari di Paesi come la Gran Bretagna in cui vige una maggiore liberalizzazione. A garantire la trasparenza per i consumatori, la Direttiva Omnibus: prevede, in caso di promozioni, l’obbligo di indicare il prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti la promozione. Il successo dell’online, e nello specifico dei pure player, è favorito dalla stretta regolamentazione a cui sono sottoposti i retailer fisici. È ora che anche in Italia si adottino misure meno stringenti per favorire lo sviluppo del retail. Stiamo stimolando il governo anche sul fronte del costo del lavoro: il cuneo fiscale è uno dei tanti temi insieme alla flessibilità degli orari di lavoro".

Data la struttura labour intensive dei retailer fisici, un cambio a livello di regolamentazione potrebbe portare a un aumento del tasso di occupazione con un contributo di 8mila addetti per ogni punto percentuale di crescita dei ricavi del network Confimprese. Una timida apertura alla proposta di Confimprese arriva dalla premier Giorgia Meloni che ha sottolineato la necessità di "trovare un giusto equilibrio per fare in modo che l’impatto del commercio elettronico sul nostro sistema economico e produttivo sia sostenibile".