Operai al lavoro sul tetto di un palazzo
Operai al lavoro sul tetto di un palazzo
L’anno scorso l’aveva definita l’unica misura capace di rilanciare l’economia e un’occasione imperdibile per avviare "un grande piano di messa in sicurezza e efficientamento energetico degli edifici". Per questo, avverte Gabriele Buia, presidente dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, la proroga al 31 dicembre 2023 del Superbonus al 110% è necessaria. E serve anche certezza immediata di averla, certezza che nella nottata sembra essere arrivata (con garanzia...

L’anno scorso l’aveva definita l’unica misura capace di rilanciare l’economia e un’occasione imperdibile per avviare "un grande piano di messa in sicurezza e efficientamento energetico degli edifici". Per questo, avverte Gabriele Buia, presidente dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, la proroga al 31 dicembre 2023 del Superbonus al 110% è necessaria. E serve anche certezza immediata di averla, certezza che nella nottata sembra essere arrivata (con garanzia del Mef).

Perché serve un ampliamento dei termini?

"Perché l’incentivo, approvato a luglio 2020, di fatto non è ancora decollato. Dei 18 miliardi previsti ne sono stati mossi solo 1,2. E soprattutto non sono stati aperti i cantieri dei condominii e per la demolizione e ricostruzione degli edifici, per cui servono almeno 2 anni e che porterebbe a una rigenerazione urbana, dall’efficientamento energetico alla sicurezza anti-sismica".

A che cosa è dovuto il ritardo?

"Alla complessità delle norme e alla lentezza delle procedure, a partire dalla congruità e conformità degli interventi trainanti che danno diritto al Superbonus. Quindi, prima è necessario prorogare l’incentivo al 2023 e poi intervenire per semplificarlo per evitare il paradosso che, di fronte a un risparmio fiscale del 110%, ci sia chi preferisce utilizzare i vecchi e ancora in vigore bonus del 50 e del 65%".

La scadenza del 30 giugno 2022 non è sufficiente?

"Entro quella data per usufruire del bonus bisognerebbe avere realizzato almeno il 60% dei lavori previsti, per poi ultimarli entro dicembre. Una scadenza troppo ravvicinata, per cui i cantieri condominiali non si aprono e le imprese non cominciano lavori senza avere la certezza di terminarli in tempo e quindi andare incontro a conteziosi".

Non avere tempo fino al 2023 che cosa comportererebbe per edilizia e costruzioni?

"Un bruttissimo colpo che rischia di frenare l’auspicabile ripresa del settore che – non va dimenticato – vale in totale, dalle imprese agli artigiani ai professionisti, il 22% del Pil e dove 1 euro investito ne muove 3,5".

I fondi europei devono servire anche per il Superbonus?

"Il nostro non è l’assalto alla diligenza del Recovery. Il problema non è utilizzare fondi Ue o risorse dello Stato, ma avere subito certezze. Una proroga da stabilire subito, anche con una variazione di Bilancio e non aspettando la Legge di fine anno altrimenti, le imprese stanno ferme e la ripresa si blocca".